2 Settembre 2017

«Notifiche e conteggi sbagliati ecco perché ci sono tanti ricorsi»

Avvisi di pagamento per cartelle ormai prescritte, errori di notifica, accatastamenti sbagliati, perizie fatte male. Sono alcuni dei motivi che spingono i contribuenti casertani a non pagare la tassa sui rifiuti e a presentare ricorso. Lo sostiene l’ avvocato Maurizio Gallicola, presidente del Codacons di Caserta, che ogni anno segue in media almeno cento pratiche inerenti la Tari. A innescare il contenzioso spesso sono gli importi, reputati dai contribuenti non corrispondenti al dovuto, oppure l’ annualità delle cartelle. «Succede di frequente – denuncia Gallicola – che un contribuente si presenti nel mio studio con cartelle che risalgono a dieci, a volte anche tredici anni fa. Inutile dire che nove volte su dieci il ricorso viene accolto». Ma non solo. A inasprire gli animi spesso anche errori e omissioni. «Capita, non di rado, che i garage vengano erroneamente considerati come unità immobiliari. Ciò comporta quindi la necessità di riparametrare gli spazi, rifare i calcoli e riconsiderare l’ importo della tassa. Un’ operazione non immediata che quindi comporta un dispendio di tempo, risorse ed energie». E poi ci sono i disagi e le lamentele. «Quello più diffuso riguarda le modalità con le quali si svolgono le notifiche – spiega – sono sempre di più i cittadini costretti a fare lunghe file agli sportelli del Comune, perdendo ore di lavoro, per avvisi che vengono lasciati incautamente nelle cassette postali senza neanche interpellare i diretti interessati e senza neanche la possibilità di opporsi. È successo anche a me. Il messo notificatore avrebbe dovuto citofonare e farmi firmare l’ atto e invece malgrado fossi in casa, ha depositato un avviso generico nella cassetta costringendomi ad andare al Comune a ritirare l’ atto. C’ è da aggiungere che in questi casi, se il contribuente non si presenta al Comune entro due settimane, l’ atto si intende notificato. Casi come questo si verificano ormai purtroppo quotidianamente». La città di Caserta però, secondo il Codacons, non è tra quelle messe peggio: «Si rivolgono all’ associazione cittadini dell’ intera regione e devo ammettere che Caserta è più avanti rispetto ad altre realtà. Basti pensare che in 19 comuni della provincia le amministrazioni fino a poco tempo fa continuavano a calcolare ed esigere l’ Iva sulla Tari che per legge non è dovuta. Qui non mi risulta sia accaduto». Un ultimo dato riguarda infine la qualità del servizio: «Il pensiero dominante tra i cittadini è quello di essere pronti a compiere uno sforzo economico solo se a questo corrisponda un servizio di uguale livello. Vale a dire che spesso il pagamento di una tassa – che dovrebbe contribuire a migliorare il metodo e l’ organizzazione della raccolta e quindi l’ immagine della città e le sue condizioni igienico-ambientali – non garantisce il raggiungimento dei risultati sperati. Da qui il rifiuto a pagarla perché percepita come una tassa ingiusta». E poi ci sono i contribuenti che vorrebbero pagare ma non sono in grado di farlo. «C’ è una crisi economica evidente in città – conclude Gallicola – che istituzioni si ostinano a far finta di non vedere». da.vo. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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