Lungolago a terra, esposto del Codacons: «Fatto gravissimo»
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fonte:
- Giornale di Brescia
Oggi sul lungolago malato arriveranno i tecnici della Regione, lunedì quelli dell’ Autorità di bacino: serve fare il punto, insieme, per far tornare la banchina quella di un tempo. Intanto però il Codacons in una nota ha annunciato di aver pronto un esposto da presentare in Procura e alla Corte dei conti «perché sia fatta luce sulle reali somme utilizzate per la manutenzione del lungolago: il cedimento e un fatto gravissimo che per puro caso non si e trasformato in tragedia. Per questo – si legge- e importante conoscere nel dettaglio come vengono investite le somme destinate alla manutenzione e che tipo di controlli tecnici vengono eseguiti periodicamente». Una nota cui il sindaco Guido Malinverno replica stizzi Il cedimento. Il lungolago ha ceduto per un tratto di circa venti metri in piazza Matteotti, tra la biglietteria e l’ imbarcadero Navigarda. Una prima volta il 16 agosto, quando il cedimento però si notava appena. Poi la situazione è peggiorata fino a martedì, quando la banchina è scesa di quasi un metro. La diagnosi. L’ intento del sindaco Malinverno è far tornare il lungolago quello di un tempo: sarà però necessario un lungo e complesso intervento, la cui progettazione non potrà che partire da una diagnosi tecnica approfondita di cui sono incaricati tecnici dell’ Autorità di bacino. to: «È piena di inesattezze. Il Codacons presenti gli esposti che crede, ma partire dai presupposti, come emerge nella nota emessa, che a Desenzano si sia sfiorata la tragedia e che il crollo sia da imputarsi alla pioggia, come riportato, significa non avere nemmeno idea di cosa sia in realtà accaduto. Nessuna tragedia e stata sfiorata e la pioggia non c’ entra nulla»: c’ entra piuttosto, sottolinea il sindaco, il fatto che il lungolago sia ammalorato «e serve capire fino a che punto lo sia». Danni annunciati. Fatto sta che il grosso cedimento di martedì, seguito ad un primo di minore impatto verificatosi il 16 agosto, aggiunge il sindaco, «ce lo aspettavamo: sapevamo che sotto la pavimentazione c’ erano dei vuoti che, presto o tardi, avrebbero comportato la caduta del porfido. E non a caso abbiamo tolto le lastre di pietra che delimitavano il camminamento dalla parte del lago: pietre antiche – continua il primo cittadino che andavano salvaguardate e che avrebbero potuto compromettersi se sottoposte ad un cedimento improvviso». Salvatele pietre, dunque, riposte per venire riutilizzate come la ringhiera che sostenevano, e le palme, «che non sono state tagliate ma spostate». Danni annunciati. Fatto sta che il grosso cedimento di martedì, seguito ad un primo di minore impatto verificatosi il 16 agosto, aggiunge il sindaco, «ce lo aspettavamo: sapevamo che sotto la pavimentazione c’ erano dei vuoti che, presto o tardi, avrebbero comportato la caduta del porfido. E non a caso abbiamo tolto le lastre di pietra che delimitavano il camminamento dalla parte del lago: pietre antiche – continua il primo cittadino che andavano salvaguardate e che avrebbero potuto compromettersi se sottoposte ad un cedimento improvviso». Salvatele pietre, dunque, riposte per venire riutilizzate come la ringhiera che sostenevano, e le palme, «che non sono state tagliate ma spostate». Ai ripari. Ora si deve cercare di capire come muoversi: serve un’ analisi tecnica approfondita, da cui poi emergerà il progetto di intervento. E se già oggi pomeriggio i tecnici dell’ assessorato regionale alle Infrastrutture saranno in piazza Matteotti, lunedì arriveranno quelli dell’ Autorità di bacino. L’ intenzione e procedere per quanto possibile in fretta: «Solleciterò gli enti conclude il sindaco – a muoversi velocemente. Il Comune e pronto a fare la propria parte: abbiamo 350mila euro da spendere per sistemare il lungolago».
