25 Agosto 2017

Vaccini obbligatori mamme e scuole nel labirinto di norme

IL CASO Sono giorni frenetici alla Asl e nei vari istituti scolastici cittadini per rendere operativo e il meno complicato possibile per tutti, famiglie e addetti ai lavori, l’ applicazione del decreto Lorenzin, il quale prevede vaccinazioni obbligatorie, a partire dall’ anno scolastico 2017-2018, per bambini e ragazzi sino a 16 anni. Al momento, l’ unica cosa certa è che entro il 10 settembre i genitori dei bambini iscritti agli asili nido e alle scuole dell’ infanzia dovranno presentare alle relative scuole tutti i documenti che attestano l’ avvenuta vaccinazione. Per le scuole dell’ obbligo il termine è esteso al 31 ottobre. Dovranno attestare sostanzialmente che sono stati effettuati i dieci vaccini diventati obbligatori ossia quelli contro polio, tetano, difterite, epatite B, pertosse, Haemophilus di tipo B, morbillo, parotite, rosolia e varicella (solo per i nati a partire dal 2017). In che modo, probabilmente si saprà solo la prossima settimana. CHIAREZZA Nel frattempo, in giro c’ è il caos con le famiglie che protestano perché vorrebbero un po’ di chiarezza su cosa fare e più in generale sull’ intera questione. Nella circolare inviata dopo ferragosto alle scuole, il Miur fa presente che per comprovare l’ effettuazione delle vaccinazioni potrà essere presentata una dichiarazione sostituiva. Nella stessa indica procedure, che ora dovranno essere fatte proprie dai vari istituti, e scadenze. E quindi si dice che entro 10 giorni dalle scadenze del 10 settembre e del 31 ottobre, il dirigente scolastico sarà tenuto a segnalare alla Asl l’ eventuale mancata consegna della documentazione da parte dei genitori. La documentazione dovrà essere acquisita anche per le alunne e gli alunni che già sono iscritte e iscritti e frequentano la scuola. Chi ha presentato la dichiarazione sostitutiva, entro il 10 marzo 2018 dovrà presentare la documentazione vera e propria comprovante l’ avvenuta vaccinazione. Per le scuole dell’ infanzia e i nidi la consegna della documentazione vaccinale entro il 10 settembre 2017 è ritenuto requisito di accesso. Per effetto insomma della nuova legge, i bambini non vaccinati non potranno frequentare gli asili nido e la scuola materna. Discorso diverso per la scuola dell’ obbligo, la cui frequentazione resta obbligatoria. Per quanto riguarda i genitori dei bambini che non hanno fatto tutte le vaccinazioni, dovranno presentare o la richiesta inoltrata all’ ufficio vaccinazioni per avere l’ appuntamento e fare quindi i vaccini mancanti, oppure un certificato di esonero firmato dal pediatra che attesti che il bimbo non può essere vaccinato perché immunodepresso oppure perché ha già contratto la malattia. E, come era immaginabile, sulla questione montano le proteste. E non soltanto dei genitori. «Nessuno può essere vaccinato sottolinea il Codacons – se prima non vengono compiuti gli esami medici necessari per escludere pericoli per la salute del bambino». A tal proposito, l’ associazione mette a disposizione dei cittadini interessati un modello di istanza da presentare alla Asl e al pediatra di famiglia in caso di convocazione per la vaccinazione. Rende inoltre noto che aderirà alla manifestazione in programma, a Roma, il 10 settembre per la libertà di vaccinazione e per vaccini sicuri e singoli.

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