Il governo ha mentito. Le uova al fipronil sono anche in Italia
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fonte:
- La Verità
carlo cambi(…) fatto con le campagne sulla fertilità, lo ha fatto con i vaccini, lo fa adesso tranquillizzando gli italiani sulla qualità delle nostre uova quando le indagini dei Nas la smentiscono clamorosamente. Si attende che qualche Procura se ne interessi. Perché Beatrice Lorenzin il giorno dopo l’ allarme europeo – era il 10 agosto – ha detto agli italiani: state tranquilli, le nostre uova sono sicure. A vedere gli sviluppi dei giorni seguenti c’ è da ritenere che il ministero della Salute abbia fatto una frittata, perché dopo aver dichiarato che in Italia non erano state distribuite uova contaminate sono già saliti a sei i sequestri. Qualcuno è disposto a dimettersi per dichiarazioni avventate? Stiamo aspettando, senza illusioni perché al ministero i funzionari e pure la Lorenzin stanno come nel tuorlo dell’ uovo! Anche se adesso due deputati, Paolo Russo di Forza Italia e Colomba Mongiello del Pd, hanno chiesto che la ministra vada con urgenza in Parlamento a riferire poiché «le notizie sui prodotti contaminati da uova al fipronil sequestrati in numerose regioni d’ Italia impongono la necessità di avere il quadro dell’ esatta portata dell’ emergenza e le attività che il ministero ha predisposto per la salute dei consumatori». È un vizietto tutto renziano quello di tenere separati i fatti dalle dichiarazioni e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin sembra la più abile in questo giochetto. Chiariamo subito due cose: aver scoperto 90.000 uova contaminate da fipronil significa che è stata trovata una quantità di tuorli contaminati che corrisponde a 4 ore scarse di consumo di uova, un niente. Ne mangiamo in Italia circa 35 milioni al giorno, 224 pezzi a testa all’ anno di cui due terzi in guscio e l’ altro terzo per prodotti dove l’ uovo è un ingrediente. Seconda precisazione: il fipronil – che è un potentissimo insetticida – è usato tranquillamente su cani e gatti e sull’ uomo ha conseguenze percettibili solo a seguito d’ ingestione di considerevoli quantità; per superare la soglia di rischio dovremmo mangiare tutta in una volta una frittata di una decina di tuorli. Ma attenzione: per i bambini le soglia di tolleranza si abbassa di molto e resta il fatto che l’ Organizzazione mondiale della sanità considera quell’ insetticida comunque tossico e che l’ Europa ne ha vietato l’ uso negli allevamenti avicoli. Ieri i Nas hanno sequestrato 6.000 uova in un allevamento di Ancona, altre 53.000 uova per alimentazione umana e 32.000 per alimentazione animale sono state sequestrate a Viterbo mentre a Milano, e forse questo è il dato più preoccupante, sono state sequestrate migliaia di omelette surgelate. Nonostante ci siano rigidissime regole sulla tracciabilità delle uova immesse al consumo diretto, non c’ è obbligo di dichiarare da dove provengono le uova trasformate. Alla Beatrice «che ci sia il fipronil ognun lo dice dove stia nessun lo sa» questo particolare è sfuggito quando l’ 11 agosto ha sentenziato: «Le uova italiane a tutt’ oggi risultano esenti dalla contaminazione e provengono da un comparto sano. Così come i prodotti a base di uova. I controlli effettuati dal ministero sono rigorosi e abbiamo uno strumento che tutto il mondo c’ invidia, i carabinieri del Nas». Se si scorre la cronologia degli eventi forse la Lorenzin ha un po’ esagerato. Perché l’ allarme è scattato in Europa il 9 agosto, noi abbiamo attivato i controlli il giorno dopo, tant’ è che il 10 agosto il ministero della Salute con un comunicato afferma: «In Italia non sono state distribuite uova contaminate da fipronil». Peccato che dopo i sequestri di ieri – che arrivano con due settimane di ritardo rispetto all’ allarme lanciato dall’ Ue – Giuseppe Ruocco, direttore generale della sicurezza alimentare del ministero della Salute, colui il quale aveva sentenziato che in Italia uova contaminate non ce ne sono, abbia cercato di minimizzare: «Si tratta di dosaggi molto lontani dalla soglia di rischio». Capito? Magari ci sono in giro ovetti sporchi, ma appena un po’. E infatti mentre Ruocco rilasciava questa dichiarazione all’ Adn Kronos altri casi sospetti venivano segnalati in Campania. In tutto – finora – in Italia sono stati scovati sei casi di contaminazione su 42 realtà controllate dai Nas a campione: una percentuale che sfiora il 15%. Un po’ lontana dall’ affermazione lapidaria della ministra Lorenzin: «In Italia le uova sono sicure». Così lontana che il Codacons tuona: «In Italia le uova al fipronil ci sono eccome, le rassicurazioni sparse a piene mani dalle autorità sanitarie si sono sciolte come neve al sole, ora vogliamo sapere come mai un allarme diffuso quasi un anno fa è stato preso in considerazione con così grave ritardo». E un po’ di polemica la fa anche il capo di Coldiretti, Roberto Moncalvo, che chiede che vengano pubblicati i nomi delle ditte coinvolte oltre a ricordare che continuiamo a importare uova senza un vero perché. In effetti c’ è un silenzio assordante anche del ministro dell’ Agricoltura, Maurizio Martina, che con le uova è solo impegnato a fare uno zabaione al Pd. La brutta figura per ora l’ ha delegata alla collega Lorenzin, però il comparto avicolo nazionale rischia serissime conseguenze da questo caso, che il ministero della Salute sta trasformando in un casino.
