24 Agosto 2017

Garattini: pochi rischi, non fare drammi

I rischi per la salute provocati dal fipronil sono bassi e «non serve fare drammi», ma sarebbe importante avere altri dati per capire come la somma di sostanze differenti, fra cui gli inquinanti, possano essere dannosi per la salute. A dirlo è il farmacologo Silvio Garattini (foto), fondatore e direttore storico dell’ istituto di ricerche Mario Negri. Per difendersi, spiega, bisogna evitare di accumulare questa o altre sostanze, con una regola semplice: l’ alimentazione varia. Per quello che riguarda più propriamente il fipronil «va considerato – spiega Garattini – che il prodotto ha una eliminazione molto lenta. Si calcola che sia necessario quasi un anno per ridurre della metà le concentrazioni nell’ organismo. Se si assumono delle quantità molto basse questo non sarebbe un problema». L’ insetticida è però «una sostanza che tende ad accumularsi, dunque potrebbe restare a lungo nel tessuto adiposo e nel fegato». L’ invito dello scienziato è quello di condurre nuovi studi «incrociati» sulla presenza di queste sostanze nell’ organismo assieme ad altre: «La cosa che non sappiamo è cosa può accadere dalla somma di sostanze diverse, contenute nello stesso cibo o in cibi diversi consumati assieme. Oggi che le metodologie di indagine sono estremamente sensibili, potremmo anche scoprire che due sostanze diverse, se presenti contemporaneamente, annullano gli effetti». Sul sistema dei controlli, infine, Garattini osserva che «l’ interesse dei produttori è di verificare il beneficio, e si tendono a minimizzare gli aspetti tossicologici non facendo adeguate ricerche. Ma se la tossicologia fosse sostenuta e potenziata, potrebbe essere utile al legislatore e anche all’ industria». di Daniele LettigwROMAI nuclei antisofisticazione dei Carabinieri hanno sequestrato ieri 92mila uova contaminate dall’ insetticida fipronil, in due stabilimenti delle province di Macerata e Viterbo. Nella città marchigiana il sequestro ha riguardato 6mila uova in un allevamento con 12mila galline, tutte messe in quarantena: da lì erano uscite le uova usate per produrre della pasta fresca in cui erano state trovate tracce dell’ insetticida. A Vetralla, in provincia di Viterbo, sono state invece sequestrate 53mila uova destinate all’ alimentazione umana e 32mila a quella animale, prodotte in un centro di allevamento di galline ovaiole. I numeri li ha forniti ieri il comandante dei Nas, Adelmo Lusi, che ha tracciato un bilancio dei controlli effettuati. «Fino a ora – ha detto Lusi – abbiamo 6 denunciati che corrispondono a 5 o 6 positività, più una che riguarda le omelette trovate pochi giorni fa a Milano. Stavolta ne abbiamo denunciati due, ovvero i responsabili dei due allevamenti di cui abbiamo ricevuto la positività». Il totale è quindi di otto denunce, e i reati ipotizzati sono quelli di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari e detenzione di alimenti tossici per l’ uomo. Le uova dello stabilimento di Vetralla sono state prodotte in Italia, come ha confermato il direttore generale per la Sicurezza alimentare del ministero della Salute, Giuseppe Ruocco: «Mentre il sequestro nelle Marche riguarda un impianto di trasformazione, quindi occorre verificare la provenienza delle uova, quello nel Lazio è un allevamento, quindi le uova sequestrate sono italiane. Ora bisogna capire se c’ è dolo e se i responsabili degli stabilimenti erano all’ oscuro che i prodotti usati contenevano fipronil, che è vietato per l’ uso su animali destinati al consumo alimentare». Lusi ha invitato comunque a stare tranquilli, ricordando che i livelli di fipronil riscontrati sono molto bassi e che per essere nocivo per gli uomini, l’ insetticida «deve essere assunto in grandi dosi, almeno 7 uova al giorno». I dati dei controlli condotti in questi giorni raccontano di 253 ispezioni e 91 tonnellate di uova sequestrate, di cui però soltanto 106 chili sono risultate positive. Cifre che però non rassicurano le associazioni dei consumatori: il Codacons chiede le dimissioni del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, mentre per Federconsumatori «è inconcepibile che le verifiche siano state effettuate solo in seguito allo scandalo scoppiato nei Paesi Bassi: se non fosse emerso il caso delle uova olandesi i prodotti sequestrati sarebbero stati distribuiti, venduti e consumati». «È importante che i controllli dei Nas proseguano» ha replicato il ministro dell’ Agricoltura, Maurizio Martina, ricordando che «con grande responsabilità, la nostra filiera si sta organizzando per certificare le produzioni italiane esenti totalmente dal fipronil».Intanto, in Francia un lotto di patate delfino e quattro tipi di pasta fabbricati con uova provenienti dal Belgio e dai Paesi Bassi sono stati inseriti dalle autorità nella lista dei prodotti contaminati.

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