Continua la caccia al Fipronil: sequestrate oltre 90mila uova
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fonte:
- Il Cittadino
Continuano in tutta Italia le verifiche sulle uova per la contaminazione dall’ insetticida Fipronil, e anche ieri sono venuti alla luce nuovi casi. I carabinieri del Nas hanno scovato uova contaminate in un allevamento in provincia di Viterbo e in uno stabilimento di pasta all’ uovo in provincia di Ancona. Sono state sequestrate 60mila uova per consumo umano, 32.200 uova destinate all’ alimentazione zootecnica, tre capannoni per allevamento con 26.000 galline ovaiole ed un centro di imballaggio uova. Se su Ancona sono in corso le verifiche, sull’ allevamento di Viterbo non ci sono dubbi: le uova contaminate sono italiane «doc», non provengono dunque dai paesi del nord Europa al centro dello scandalo alimentare. Sono in atto ulteriori ispezioni mirate, eseguite insieme alle autorità sanitarie regionali, per verificare presso allevamenti la possibile detenzione illecita di farmaci o sostanze non autorizzate indebitamente utilizzate e procedere al campionamento di matrici ambientali (uova in guscio, pelle e grasso, mangimi e acque di abbeveraggio). Da quando è scattato l’ allarme Fipronil in Europa i Nas hanno eseguito 253 ispezioni in allevamenti, centri di distribuzione e lavorazione delle uova, industrie e laboratori di produzione di prodotti dolciari, salse e paste all’ uovo, sequestrando – in via cautelativa – oltre 91mila chili di uova e ovoprodotti, in attesa degli esiti delle analisi, dei 107 campioni conoscitivi inviati ai laboratori degli Istituti Zooprofilattici di Teramo e Roma. Ieri il ministero della Salute ha fornito i dati sui controlli condotti per la presenza di Fipronil in uova, ovoprodotti e alimenti che li contengono. Sono otto i casi di uova contaminate verificati su 124 campioni. In particolare, sono state rilevate cinque positività in uova prelevate in centri di imballaggio, due su ovoprodotti e una su prodotti di trasformazione. Al momento sono stati condotti in totale 363 campionamenti. Anche se i Nas ribadiscono che i livelli di Fipronil riscontrati sono molto bassi (per essere nocivi, occorrerebbe consumare almeno 7 uova contaminate al giorno), le associazioni dei consumatori vanno all’ attacco. «Ci chiediamo come sia possibile che il ministero della Salute, che inizialmente aveva rassicurato i cittadini in merito a possibili contaminazioni delle uova in Italia, abbia sottovalutato una questione di tale portata», scrive Federconsumatori. Il Codacons dal canto suo invoca «trasparenza massima sulle informazioni, tracciabilità vera di tutta la filiera, e in primis controlli a tappeto, specialmente sui prodotti lavorati con uova di provenienza estera». Coldiretti invece plaude all’ opera dei Nas e sottolinea come «in Italia il sistema dei controlli funziona ma va sostenuto da un forte impegno sul piano della trasparenza dell’ informazione estendendo l’ obbligo di indicare l’ origine a tutti i prodotti alimentari a partire dagli ovoprodotti e ai trasformati e togliendo il segreto sulla destinazione finale delle importazioni».
