TERREMOTO: ZINGARETTI, OGNI GIORNO PASSI IN AVANTI
Per togliere le macerie è dovuto intervenire l’esercito, la gran parte delle “casette” promesse non sono state consegnate, di ricostruzione vera e propria, ancora, neanche a parlarne. In estrema sintesi, questo il quadro – tutt’altro che incoraggiante – a un anno di distanza dal terremoto del Centro Italia.
Le difficoltà sono chiare a tutti, ma la drammatica situazione dei cittadini coinvolti, e in particolare degli sfollati, non è accettabile. Per il Codacons dopo aver sentito promesse a volontà, regolarmente non mantenute, non è più tollerabile sentir parlare di “piccoli passi”.
La verità è sotto gli occhi di tutti: era difficile fare peggio di quanto accaduto a L’Aquila, ma è accaduto. A un anno dal sisma il bilancio è terribilmente negativo, per chi ha voglia di vederlo: a furia miglioramenti “graduali” un pezzo d’Italia rischia di morire definitivamente. La ricostruzione del Centro Italia deve diventare, stavolta davvero, la massima priorità nazionale.
“È passato un anno, ma non è cambiato quasi nulla”, dichiara il Presidente Carlo Rienzi. “Tra confusioni burocratiche e annunci infondati la popolazione è esasperata. Se il Governo non saprà imprimere un cambio di marcia ci vorrà una vita prima di parlare di ricostruzione, se mai se ne parlerà”, conclude Rienzi.
