22 Agosto 2017

Musumeci o Armao, il centrodestra litiga

La rottura è ormai totale: Forza Italia si spacca in Sicilia. La candidatura di Gaetano Armao che piace a Silvio Berlusconi divide i forzisti. Lo stesso capogruppo all’ Ars Marco Falcone gli preferisce Nello Musumeci definendolo «più aggregante». E tra gli azzurri, c’ è chi, come Vincenzo Figuccia, chiede a Berlusconi di togliere l’ incarico a Gianfranco Miccichè di commissario del partito in Sicilia: «Ci sta portando al disastro» afferma Figuccia che aveva organizzato per oggi una conferenza stampa invitando Miccichè che a quanto pare avrebbe declinato. Anche l’ altro azzurro Giorgio Assenza si schiera con Musumeci: «Nello, vai avanti, forte dell’ appoggio di tanti, compresi molti delusi della sinistra». Miccichè ribatte chiedendo di riaprire il dialogo: «Resettiamo incomprensioni e malintesi». Poi sottolinea: «Non mi arrendo all’ idea di spaccare il centrodestra e consegnare la Sicilia, e poi l’ Italia, al M5S». Al fianco di Miccichè si schiera il deputato Pino Federico: «Figuccia delira, Miccichè è la linea del partito e sta facendo un faticoso lavoro di cucitura». Dal nuovo Cdu Mario Tassone chiede «una proposta unica del centrodestra con un candidato capace di intercettare il massimo consenso come Musumeci». Lorenzo Cesa dell’ Udc avverte: «Un centrodestra diviso significherebbe consegnare la Regione nelle mani inesperte del M5S». Appello all’ unità anche da Gianfranco Rotondi di Rivoluzione Cristiana: «Spaccare il centrodestra in Sicilia è un suicidio». Cantiere popolare sottolinea di «non ha mai posto veti» ,afferma il leader Saverio Romano: «Solo Giorgia Meloni e Matteo Salvini hanno posto veti e formulato diktat su Alfano e sul centro. Forza Italia avanzi una proposta e su quella coinvolga gli altri partiti in un confronto costruttivo». Intanto i due aspiranti candidati continuano a muoversi. Gaetano Armao vede «nelle improvvide dichiarazioni di alcuni esponenti regionali il consueto “teatrino della politica” di cui sono stanchi i siciliani. Chi ha vaneggiato di un “mandato politico” nei miei confronti – dice Armao – non sa di cosa parla». Sull’ altro fronte il movimento #DiventeràBellissima ha annunciato la presentazione delle proprie liste e ha avviato la campagna elettorale a sostegno di Musumeci. Acque agitate anche nel centrosinistra. Mentre si aspetta la definizione degli accordi tra i partiti, il presidente uscente, Rosario Crocetta, ha avviato la campagna elettorale del suo movimento «il Megafono» con l’ affissione dei primi manifesti elettorali. Nadia Spallitta dei Verdi chiede alle forze del centrosinistra di presentarsi unite per cercare di vincere le elezioni: «L’ unico strumento per limitare scelte di tipo populista». Dal Centro Demo cratico che si prepara a un forum regionale con Bruno Tabacci il 2 e 3 settembre a Piazza Armerina interviene Francesco Attaguile che spinge per «semplificare il dilemma, come suggerisce l’ onorevole Cardinale: se il candidato deve essere politico allora deve indicarlo il Pd come maggiore partito; se invece si vuole allargare il consenso a forze civiche si punti a Roberto La galla con il suo movimento Idea Sicilia». In piena campagna elettorale è da tempo il Movimento 5 Stelle. Il candidato presidente Giancarlo Cancelleri ieri ha lanciato un appello agli emigrati: «Chiamate i vostri parenti in Sicilia, convinceteli a votarci, vogliamo creare le condizioni per farvi tornare nella nostra terra». Da Favara, una delle tappe del suo tour in giro per la Sicilia, Cancelleri afferma: «La piazza era gremitissima e calorosissima, come del resto lo sono state un po’ tutte finora. Se il buongiorno si vede dal mattino, mi sentirei autorizzato a pronosticare bellissime giornate per il M5S in chia ve elettorale. Non ho creduto tanto nella vittoria, come ci sto credendo adesso». Ma Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd di Palermo, definisce il tour grillino come «una saga di Cancelleri versione “Cetto la qualunque”. Dopo “più abusivismo per tutti” – dice Miceli – ecco la proposta “meno emigrazione per tutti”. Cancelleri non può giocare con i sentimenti di chi è costretto a vivere lontano dagli affetti». E arriva il quattordicesimo aspirante presidente della Regione: Francesco Tanasi, segretario del Codacons . «In Sicilia è tempo di dire basta a politici incapaci» affermano in una nota il Codacons e 34 associazioni che hanno raccolto circa 30 mila adesione e candidano Tanasi, leader del movimento Consumatori italiani e docente universitario di Diritto pubblico «noto in tutta Italia come “Ribelle Rompiscatole” perché – si legge nella nota – da trent’ anni difende i diritti dei cittadini.

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