Loreto Mare, muore 23enne a Napoli tra errori e negligenza
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fonte:
- Velino.it
“Il Codacons denuncerà il Ministro Lorenzin e il Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, la cui giunta ha deciso solo qualche giorno fa di aumentare gli stipendi dei dirigenti apicali di Asl e aziende ospedaliere, per concorso nei reati dei sanitari dell’ ospedale Loreto Mare”. Non si fermano le polemiche dopo il drammatico epilogo di un 23enne, Antonio Scafuri, ricoverato il 16 agosto in codice rosso all’ ospedale Loreto Mare di Napoli che, dopo 4 ore in attesa di essere trasferito in altro ospedale, non ce l’ ha fatta ed è morto il giorno dopo. Un caso di malasanitá che riguarda ancora uno dei principali ospedali della città, finito mesi fa al centro di indagini della magistratura per lo scandalo sui medici assenteisti, ma non solo. La senatrice di Articolo1-Mdp, Nerina Dirindin, commenta positivamente l’ intervento del ministro della Salute che ieri ha inviato una task force per fare luce su quanto accaduto a Napoli ma chiarisce: “Non si può accettare che un intervento urgente venga rinviato per ore. In attesa che le indagini facciano chiarezza, non possiamo non ricordare che lo scorso 10 luglio, all’ ospedale Loreto Mare è morto un altro giovane di 24 anni, senza aver ricevuto le cure che avrebbero potuto salvargli la vita. In quel caso si trattava di un giovane immigrato ivoriano, per il quale si erano mobilitati i ragazzi della comunità in cui prestava assistenza”. Sulla morte del 23enne è immediatamente scattata la denuncia: Alfredo Pietroluongo, responsabile del pronto soccorso ha messo nero su bianco, in una comunicazione interna invita al direttore sanitario, il calvario di Antonio e della sua famiglia. Dall’ arrivo del giovane – si legge – iniziano ore di attesa che potrebbero essere risultate fatali per il ragazzo”. “I fatti evidenziano una superficialità di comportamento e un disprezzo per la tutela dell’ utenza, ancora prima dell’ inosservanza più elementari doveri professionali”. Intanto la Procura ha avviato le indagini sulla morte drl giovane, è stata sequestrata la cartella clinica, ed è stata disposta l’ autopsia sul corpo. Il 16 agosto Antonio viene ricoverato in codice rosso al Loreto Mare dopo un grave incidente ad Ercolano, in provincia di Napoli, poco dopo le 21.30. A fare luce sul calvario del ragazzo, la ricostruzione puntuale di Pietroluongo. Poco dopo l’ una e trenta: “Sono venuto a conoscenza del fatto che il paziente era in attesa da circa due ore – scrive – di essere trasportato in un altro Presidio per eseguire una angioTac, la cosa si rallentava perché non vi era accordo su quali infermieri avrebbero dovuto eseguire il trasferimento”. Alle ore 3.30 il padre del ragazzo chiede disperato un intervento per aiutare il figlio allo stesso Pietroluongo che cerca di sbloccare la situazione: mancava ancora un infermiere per accompagnare il ragazzo in ambulanza. Finalmente il team parte, ma senza rianimatore. Il 23enne infine arriva all’ ospedale Vecchio Pellegrini: gli vengono trasfuse sacche di sangue. I fine, il paziente rientra alle ore 8.30, e in rianimazione muore. “Me l’ hanno ucciso – ha urlato ieri il padre Raffaele, prima di chiudersi nel silenzio – l’ ho perso a causa della totale negligenza dei medici. Ora voglio la verità”.
