20 Agosto 2017

Quando il diritto alla salute “insegue” una farmacia

Il problema si ripropone, da una settimana all’ altra. Dal capoluogo alle frazioni marine e alle altre periferie. E i disagi degli utenti cambiano e si spostano in base al calendario di turnazione delle farmacie. Se durante il giorno tutto fila liscio è durante i festivi e nelle ore notturne che il diritto alla salute, di fatto, viene messo in discussione. Logicamente non sono i titolari delle varie farmacie a farlo ma il sistema che regola la turnazione, più o meno basato su una legge nazionale e su un’ altra regionale. In pratica molto spesso accade che il servizio farmaceutico notturno venga svolto nel capoluogo lasciando però scoperta Vibo Marina o viceversa. Il che significa che in caso di necessità – e se ci si rivolge la notte a una farmacia non lo si fa di certo per acquistare le caramelle dietetiche – chi abita nella frazione marina deve arrivare sino a Vibo centro. Una distanza di certo non incolmabile per chi possiede un’ auto e, in caso di emergenza, ha i margini di tempo per poterlo fare, ma che diventa uno scoglio insuperabile per quanti oltre a non avere un mezzo non possono neanche usufruire del servizio di trasporto pubblico. E penalizzati più di ogni altro sono anziani e persone non autosufficienti. Insomma il fatto che la distanza tra Vibo (e tutte le più piccole frazioni) e Vibo Marina, piuttosto che tra il capoluogo e Portosalvo non sia chilometricamente eccessiva (probabilmente molto meno che spostarsi da un quartiere all’ altro in una grande città) non giustifica i criteri di scelta della turnazione delle farmacie con particolare riferimento a quella festiva e notturna. Scelta che si ripercuote sulle categorie più deboli della popolazione, oltre a creare disagi a chi possiede un mezzo e in caso di emergenza – qualora vivesse solo – può spostarsi e percorrere oltre dieci chilometri. Una problematica più volte al centro di ricorsi (in altre province) del Codacons a fronte delle proteste e delle denunce di cittadini che si sono ritrovati in piena notte a correre da una parte all’ altra, nonché di quanti neppure la “corsa” hanno potuto fare. In passato a battere in modo insistente su questo tasto è stato il presidente dell’ epoca del Centro di aggregazione anziani di Vibo Marina, Pietro La Gamba il quale, finché è rimasto in vita, ha sempre sostenuto la necessità di avere una farmacia aperta durante la notte nella popolosa frazione. Secondo quanto da più parti segnalato la «turnazione e il raggruppamento delle farmacie» dovrebbe avvenire «in modo tale da garantire il servizio». Il che tradotto in parole povere significa avere una farmacia aperta a Vibo, un’ altra a Vibo Marina e una terza a Piscopio o Vena Superiore. In questi ultimi due casi, però, essendo le farmacie considerate rurali (in quanto ubicata in un centro con popolazione inferiore ai 5mila abitanti, sebbene in un comune con densità di popolazione maggiore) potrebbero contribuire a potenziare il servizio sulla città e sulla fascia costiera facendo, appunto, il notturno a battenti chiusi e a chiamata. Soprassedendo sul fatto che in un capoluogo di provincia una farmacia, a prescindere dai turni, dovrebbe essere aperta h24, la determinazione degli orari di chiusura e apertura, nonché la disciplina dei turni (diurni, notturni e festivi) delle farmacie rimbalzano tra Comune e Azienda sanitaria. In pratica l’ Asp approva la delibera del consiglio comunale a cui ha dato in precedenza parere – così come Ordine dei farmacisti e Federfarma – che però in tutti e tre i casi non risulterebbe vincolante. Restano da capire i criteri della scelta adottati dal Comune e avallati dall’ Asp, visto che – tanto per essere più che attuali – durante questo week-end e per la prossima settimana il servizio notturno ricade su una sola farmacia (quella di Piscopio) rurale.

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