Il Pil non delude e cresce ancora. Quest’anno può salire dell’1,5%
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fonte:
- Il Resto del Carlino
ERANO forti le attese sul dato del Pil del secondo trimestre, soprattutto dopo il robusto aumento del 5,3% annuo segnato a giugno dalla produzione industriale. La crescita c’ è stata, dello 0,4% su maggio e dell’ 1,5 sullo stesso periodo dell’ anno scorso. Proprio quest’ ultimo dato accende le speranze, è l’ accelerazione più alta da sei anni. Il fatto, poi, che il periodo aprile-giugno sia il decimo trimestre di crescita consecutiva, spinge governo e maggioranza a festeggiare. Del resto, alla luce dei numeri diffusi ieri dall’ Istat, già oggi la crescita acquisita per tutto il 2017 è dell’ 1,2% e quindi superiore alla stima di un più 1,1% del governo, con alcuni analisti che puntano all’ 1,4% e altri addirittura a 1,5 per cento. L’ industria traina la ripresa con il settore auto, ma avanzano anche i servizi. L’ agricoltura, invece, risente dei danni da clima impazzito, come spiega la Coldiretti. E il ritorno della domanda interna è un altro indicatore di fiducia. MATTEO Renzi gongola e si riprende la rivincita sui soliti gufi. Il Pd tutto si intesta il risultato. Il presidente Paolo Gentiloni, con il suo abituale aplomb, si mantiene più distaccato, sottolineando che il dato del Pil «è una buona base per rilanciare economia e posti di lavoro». Anche il ministro Pier Carlo Padoan si abbandona alla soddisfazione per un tasso di crescita che è «il più sostenuto da inizio anno», aggiungendo che ora bisogna «varare misure per incentivare le assunzioni dei giovani». Il lavoro è un capitolo che pesa sulla manovra per due-tre miliardi. Ma, a meno di cadute inaspettate del Pil, la legge di Bilancio ora potrebbe essere più leggera. Certamente il governo attendeva il risultato del secondo trimestre per iniziare a valutare una revisione dei saldi e delle misure. RESTANO i se e i ma. Eurostat stima una crescita dell’ Eurozona dello 0,6% congiunturale e del 2,2% annuo. Così, l’ opposizione rovina la festa a governo e maggioranza, sottolinenando la distanza fra Italia e Europa. La Germania, per esempio: nel secondo trimestre la crescita delude e si ferma sotto le stime, allo 0,6 per cento; ma il risultato tendenziale (+2,1%) è il migliore da tre anni. L’ Italia resta indietro anche rispetto a Francia, Spagna e a quasi tutta l’ Europa che conta. Il Codacons, perciò, invita a non gridare al «miracolo». «Finalmente qualche segno più che sembra archiviare la crisi», è il commento che proviene dalla Confcommercio. Ma il suo presidente, Carlo Sangalli, punta sulle criticità: «Servono due cose – dice -, una crescita del due per cento per ridurre l’ area della povertà assoluta e l’ inizio del taglio delle tasse per sostenere la fiducia delle famiglie e i consumi». La Cgia vede la ripresa, «ma non per le partite Iva». Due numeri: nei primi sei mesi le vendite del piccolo commercio sono in calo dello 0,6% e le imprese artigiane sono diminuite dell’ 1,2 per cento. E anche per i sindacati la crescita ancora non basta per arginare la disoccupazione. Nicoletta Magnoni.
