Il Pil italiano continua a crescere
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fonte:
- L`Unione Sarda
Il Pil italiano raggiunge una velocità di crociera mai toccata negli ultimi sei anni: la stima preliminare fornita ieri dall’ Istat per il secondo trimestre è infatti di un +1,5% annuo, come non succedeva dal 2011. Non solo: grazie alle buone performance di industria e servizi – che compensano il calo registrato in agricoltura per effetto del clima impazzito – per la seconda volta consecutiva il progresso rispetto ai tre mesi precedenti è dello 0,4%, come non succedeva dal 2010. Per finire, la variazione acquisita è dell’ 1,2%. Tale sarebbe quindi la crescita per il 2017 se da qui a fine anno il Pil restasse invariato. Un risultato che già supera quell’ 1,1% che il governo ha fissato nel documento di economia e finanza (il Def) presentato ad aprile e che, a questo punto, potrebbe essere ritoccato al rialzo nella revisione di settembre. LE STIME I dati pubblicati sono una stima preliminare. Secondo l’ Istat, la variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’ industria e dei servizi e di una diminuzione nel settore dell’ agricoltura. Dal lato della domanda, si registra un apporto positivo della componente nazionale (al lordo delle scorte) e un limitato contributo negativo della componente estera netta. IL CONFRONTO NELL’ UE Nell’ Eurozona, secondo i dati diffusi da Eurostat, il Pil avanza dello 0,6% su base congiunturale e del 2,2% rispetto allo scorso anno. Nel secondo trimestre rispetto al primo hanno fatto peggio dell’ Italia il Portogallo (0,2%), il Regno Unito (+0,3%). La media è stata dello 0,4%. Per quanto riguarda la crescita rispetto al secondo trimestre 2016, la media dei Paesi che hanno adottato l’ euro è stata di +2,2%: la Germania ha messo a segno un +2,1%, la Francia +1,8, la Spagna ha raggiunto il +3,1%. I COMMENTI «Il passato è passato, la realtà ha smentito i gufi, la verità non si cambia con le fake news». Esulta su Facebook Matteo Renzi, segretario del Pd. Il premier, Paolo Gentiloni, parla di «una buona base per rilanciare economia e posti di lavoro». Il titolare dell’ Economia, Pier Carlo Padoan, spiega che «a questi risultati ha contribuito una politica economica che, dal 2014, ha proceduto con coerenza lungo un sentiero stretto ma tracciato in modo chiaro», fatto di «riduzione delle tasse, incentivi agli investimenti privati, misure sociali per il contrasto alla povertà e alla disuguaglianza». Adesso bisogna varare «misure per incentivare le assunzioni dei giovani che cercano lavoro». L’ OPPOSIZIONE Dice la leader di Fratelli d’ Italia Giorgia Meloni. «Renzi, Alfano e Gentiloni esultano ma, da navigati professionisti delle televendite, omettono furbescamente di dire che l’ andamento dell’ economia italiana resta tra i peggiori di tutto l’ Occidente e molto al di sotto della media europea». Attacca Alessandro Cattaneo di Forza Italia: «Sarebbe il caso di chiedersi perché quando gli altri vanno male noi andiamo peggio e quando gli altri vanno bene noi siamo comunque gli ultimi». GLI IMPRENDITORI Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria, parla di «dati oggettivi e incontestabili» e di un’ inversione di tendenza che «inizia a diventare strutturale». E auspica che il mondo imprenditoriale continui «a investire e a credere nel Paese, che dimostra di avere potenzialità elevate», mentre alla politica chiede innanzitutto di non smontare le riforme fatte e di iniziare a occuparsi del tema del lavoro, a partire da «un grande piano inclusione dei giovani». Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ricorda che «l’ Europa continua a fare molto meglio di noi», pur riconoscendo che «superare la palude dello “zero-virgola” è sicuramente un segnale positivo».
