12 Agosto 2017

Inchiodata dell’ inflazione, ma non a Genova

in italia prezzi in aumento dell’ 1,1%, nel capoluogo ligure dell’ 1,8%. tariffe pubbliche sotto accusa
GENOVA. Si raffredda l’ infla zione a luglio, ma non dapper tutto. E Genova va decisamen te controcorrente: nel capo luogo ligure i prezzi dei beni di consumo rimangono alti. Ge nova, dove il rialzo dei prezzi si è attestato intorno al’ 1,8%, è la terza città con il più alto co sto della vita. Una famiglia di quattro persone, in media, de ve far fronte a un aggravio del le spese annue pari a circa 805 euro. Appena sotto Bolzano e Trento, dove la stangata ag giuntiva è, rispettivamente, di 1.287 e 919 euro. Le statistiche Istat hanno confermato, a livello generale, un decremento del tasso di in flazione per il terzo mese con secutivo, che scende dall’ 1,2% di giugno all’ 1,1% di luglio. Il decremento si deve principal mente all’ abbassamento dei prezzi dei beni energetici, ali mentari e dei servizi relativi alle comunicazioni. Ma il trend positivo deve essere messo in relazione al quadro dei prezzi dei beni regione per regione, città per città. La Ligu ria, ad esempio, è una delle re gioni più care in assoluto, con incrementi di spesa per fami glia pari a 724 euro. A Genova i rincari peggiori: «I motivi so no quelli storici dice Furio Variazioni % tendenziali (sullo stesso mese dell’ anno prima) Truzzi presidente nazionale di Assoutenti Nel settore della grande distribuzione pesano sia la mancanza di una reale concorrenza sia il turismo che tiene in alto i prezzi dei generi alimentari. Ma sugli indici in cidono anche le tariffe pubbli che, tra le più care d’ Italia, dai trasporti alla scuola. Come ul timo elemento possiamo indi care i prezzi molto levati e anomali delle assicurazioni dei motorini». Tra le voci di spesa più significative, che al leggeriscono il portafogli dei genovesi, bisogna annoverare anche la tassa dei rifiuti: «L’ in cremento è in termini assolu ti, ma senza un reale ritorno in termini di miglioramento dei servizi o di allineamento agli standard nazionali dice Maurizio Caviglia, segretario generale della Camera di Commercio Questo è sicura mente uno dei fattori che han no determinato il quadro sta tistico rilevato dall’ Istat». A tutto questo vanno ag giunti gli aumenti legati al comparto turistico, a livello nazionale. Rispetto al 2016 i rincari hanno raggiunto il 13,8 % per il trasporto aereo, il 22% per quello marittimo e il 7,7% per quello ferroviario. «Si con ferma la “stangata vacanze”, con forti incrementi dei listini in tutto il settore», ha detto il presidente del Codacons Carlo Rienzi. L’ Istat, a livello nazionale, conferma un tasso all’ 1,1%, nei dati definitivi, sempre più lon tano dal picco dell’ 1,9% tocca to ad aprile. Rispetto a giugno l’ aumento è stato appena dello 0,1%. Eppure, per chi è in va canza, i prez zi continuano a scottare con rincari a due cifre per bi glietti aerei e traghetti e aumenti anche per villaggi, campeggi e pacchetti turistici. Sono le associazioni dei con sumatori a denunciare la «stangata». «Come al solito si specula allegramente su chi va in ferie», attacca il presidente dell’ Unione nazionale consu matori (Unc), Massimiliano Dona. I pacchetti vacanze rap presentano così un’ eccezione in un contesto in cui, rispetto al 2016, i villaggi hanno rincari del 7,5%, gli alberghi del 5,1%, gli aerei del 13,8%, i viaggi via mare del 22% e quelli in treno del 7,7%. Il Codacons prevede che, alla luce di questi aumen ti, il conto delle ferie estive raggiungerà un totale di 22 miliardi di euro, visto che, co me spiega il presidente Carlo Rienzi, «i rincari di prezzi e ta riffe non fermano le partenze degli italiani». Negli ultimi dieci anni, a partire da quel l’ estate del 2007 che segnò l’ inizio della crisi, la spesa per le vacanze sale così di 3,5 miliardi. Ad aumen tare i costi, per gli italia ni in ferie, contribuisce anche il fatto che le regioni dove l’ indice generale dei prezzi corre di più sono mete tradizionali delle vacanze estive, a partire dal Trentino Alto Adige, dove l’ inflazione tocca il 2%, dalla Liguria (1,8%) e dalla Toscana (1,5%). Tra le città, la più cara è ancora una volta Bolzano, dove l’ Unc sti ma che l’ inflazione al 2,3% si traduce in un maggior costo della vita, per una famiglia di quattro persone, di 1.287 euro l’ anno.
pablo calzeroni

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