E il cimitero Maggiore è ostaggio dei nomadi
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fonte:
- Libero
Al momento ce ne sono già una decina. Sono le roulotte e i camper dei nomadi che, da una manciata di giorni, si sono istallati nel parcheggio secondario del Cimitero Maggiore, a due passi da via Gallarate, a Milano. Non hanno alcuna autorizzazione, di carte bollate manco a parlarne, ma stanno lì, in quello spiazzo di cemento della periferia cittadina. Non è nemmeno la prima volta che occupano quegli spazi pubblici: tre anni fa le forze dell’ ordine hanno allontanato una quarantina di persone, l’ amministrazione Moratti sgomberava a giorni alterni e il mese scorso è toccato a pochi rom che bivaccavano in costruzioni di fortuna. Per il resto niente, i mezzi non si muovono e loro girovagano per la strada. Con buona pace dei residenti che da decenni oramai si lamentano della situazione e non sanno più a che santo votarsi. «Mi viene da piangere», si sfogava un milanese poche settimane fa in una lunga lettera pubblica, «una volta ho anche rinunciato a una visita ai miei cari per paura di scendere dalla macchina. Cosa possiamo fare?». Non è un bel segno che, a ridosso delle tombe che ospitano il riposo del commissario Luigi Calabresi e del calciatore Stefano Schiantarelli, siano tornati i Rom e Sinti. Almeno stando a quanto racconta l’ ex vicesindaco di Milano Riccardo De Corato (Fratelli d’ Italia) che quella problematica ce l’ ha ben in mente: «Noi fummo gli artefici dello sgombero più grande nella storia milanese, ne mandammo via circa 2.500. Ma il problema è che all’ inizio erano poche decine. Cominciano così, arrivano alla spicciolata e nell’ arco di pochissimo tempo non si contano nemmeno più. O si agisce subito o è una causa persa in partenza». Come a dire: Comune avvisato, mezzo salvato. Anche perché lo spiazzo adiacente al cimitero è oggettivamente molto grande e la strada di collegamento non fa certo da sbarramento. Al contrario. «Arrivano anche da fuori Milano», taglia corto De Corato, «non è certo una novità. Mi auguro che l’ amministrazione comunale si dia da fare nel più breve tempo possibile, perché forse è già tardi. Ma la mia è una pia illusione perché so benissimo che questa Giunta non farà mai sgomberi di una certa portata. Quando c’ eravamo noi a Palazzo Marino quel quartiere era controllato in maniera puntuale. C’ era una presenza costante, le pattuglie di vigili passeggiavano sia dentro il cimitero che all’ esterno, e 24 ore al giorno. Ora non c’ è più nessuno e i cittadini sono abbandonati a loro stessi». Basta vedere il posteggio del Maggiore: una distesa di asfalto interrotta qua e là da qualche camper, raramente da una macchina di visitatori o semplici parenti dei defunti. Una signora ha aperto una sedia pieghevole e dorme accasciata alla sua roulette. Dietro qualcuno ha usato un palo della luce a mo’ di stendino e ci ha messo ad asciugare magliette e calzoni. Ai lati del marciapiede ci sono delle taniche piene d’ acqua e da una parte alcuni ragazzini giocano tra di loro. Scene di un degrado già visto. C. OSM. riproduzione riservata
SGOMBERI Tre anni fa nella medesima zona era stato effettuato uno sgombero corposo di una quarantina persone. Qualche settimana fa undici persone di etnia rom sorprese a costruire baracche di fortuna erano state allontanate da via San Paolino. In via Patalucci sono state allontanate 78 persone, mentre nel parcheggio limitrofo sono state allontanate 157 persone con 43 veicoli CLASS ACTION Il Tribunale di Milano ha ammesso la class action presentata dal Codacons contro il Comune di Milano per i furti avvenuti al Monumentale. La sorveglianza del cimitero spetta infatti a Palazzo Marino e chi ha subito un furto può aderire fino al 30 ottobre Le roulotte dei rom nel parcheggio del Monumentale \
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