3 Agosto 2017

La nuova “106” cade a pezzi mentre l’ Anas resta a guardare

Giuseppe Lo Re Il cedimento, l’ inchiesta giudiziaria, la chiusura al traffico e il nodo da sciogliere sull’ inquietante ipotesi legata all’ utilizzo di cemento depotenziato. Tra mille dubbi e neanche l’ ombra di una sola certezza il tempo passa inesorabile e lo svincolo di Germaneto della “nuova” statale 106 resta chiuso. Con buona pace di chi è sottoposto a disagi e un lungo giro alternativo. È passato un mese e mezzo ormai da quando l’ Anas ha annunciato la chiusura “provvisoria” dello svincolo n. 6 di Germaneto (in entrata in direzione Taranto ed in uscita per chi proviene da sud in direzione Catanzaro). In questo lasso di tempo, dall’ Anas soltanto un assordante silenzio. Si è attivata però la magistratura, con il sequestro del tratto disposto dalla Procura. Un atto dovuto quello dell’ ufficio diretto da Nicola Gratteri, che punta a verificare tecniche costruttive e materiali impiegati. Prima che scattassero anche i sigilli (ma il tratto era stato già chiuso dall’ Anas qualche giorno prima), erano stati effettuati sopralluoghi da parte della Guardia di Finanza, probabilmente anche alla luce di un esposto presentato dal Codacons in seguito proprio al cedimento del terreno e del muro; un fatto che ha quasi dell’ incredibile se si pensa che il nuovo tracciato della Jonica è stato aperto appena qualche anno fa e sin da subito ha iniziato a presentare diversi problemi di assestamento. Contestualmente, il sostituto procuratore Vito Valerio ha dato incarico ai uno staff di consulenti di produrre una perizia in modo da cominciare a capire cosa sia accaduto e perché. Solo una volta che questa documentazione sarà approdata sul suo tavolo e valutata si potrà cominciare a dirigere l’ attenzione giudiziaria su possibili responsabilità: al momento non risulta ci siano persone iscritte nel registro degli indagati. Una situazione da verificare a 360 gradi, anche alla luce del contenuto di un’ interpellanza parlamentare che sarebbe anch’ essa finita all’ attenzione dei magistrati. A indirizzarla al ministro dei Trasporti è stato, nell’ aprile del 2015, il deputato del Movimento 5 Stelle Paolo Parentela, il quale segnalava fra l’ altro che «la commissione preposta scrisse, in un verbale del dicembre 2004, di aver esaminato in modo approfondito il progetto di variante, individuando aspetti sostanziali incidenti in maniera negativa sulla valutazione complessiva. Perciò – continuava Parentela – la stessa commissione ritenne opportuno non assegnare alcun punteggio alle proposte di variante, in quanto non ne riconobbe la migliore qualità».

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