Alta velocità trappola Italo rimane fermo due ore in galleria
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fonte:
- la Repubblica
terzo caso di un convoglio sprint in pochi giorni bloccata l’ aria condizionata, ira del codacons
LUCA SERRANÒ BLOCCATI su un treno fermo in galleria, per due ore e senza aria condizionata. Ancora una volta. Monta la polemica dopo l’ ennesimo guasto, il terzo in dieci giorni, che ha coinvolto un mezzo dell’ alta velocità, con conseguenti, pesanti disagi per i passeggeri. L’ ultimo caso ieri mattina intorno alle 10,30, quando un treno Italo partito da Torino e diretto a Firenze è rimasto bloccato nella zona di San Pellegrino, in Mugello, per un problema al locomotore. Pochi minuti e la tensione è di nuovo tornata a salire, di pari passo con la temperatura. Qualcuno ha iniziato a inveire, altri si sono sfogati sui social network denunciando il caldo insopportabile e il ritardo sempre più pesante: subissato dalle proteste, il capotreno non ha potuto far altro che avvisare la polizia. Alla fine, intorno alle 13, il convoglio è stato trainato alla stazione di Santa Maria Novella e i viaggiatori hanno potuto tirare un sospiro di sollievo. Nessuno ha avuto bisogno di ricorrere alle cure mediche, ma per precauzione i volontari del 118 hanno comunque visitato alcuni passeggeri. Le proteste, però, sono proseguite per tutta la giornata, con il Codacons che è tornato a chiedere non solo il rimborso del biglietto ma anche il riconoscimento “dei danni morali e materiali”. Dall’ azienda fanno intanto sapere di aver assicurato la massima assistenza tramite il personale a bordo, e di aver deciso, per rimediare ai disagi, di rimborsare integralmente il costo del biglietto. La vicenda arriva a soli cinque giorni dall’ odissea vissuta dai viaggiatori del treno Italo (numero 9922) Roma Termini- Milano Centrale, anche loro costretti a restare due ore senza aria condizionata (e per diversi minuti anche al buio) nella galleria di San Donato. In quel caso alcune persone avevano persino chiesto l’ intervento delle ambulanze per lievi malori, mentre altri si erano allontanati a piedi una volta arrivati a ridosso della stazione di Santa Maria Novella. Lo scorso 17 luglio, sulla stessa linea, fra Bologna e Firenze, scene di panico e tra rabbia si erano vissute a bordo del Frecciarossa Salerno-Milano: seicento persone “prigioniere” in galleria, al buio e in un caldo torrido. Per tre ore filate. Il treno era partito da Santa Maria Novella, salvo poi fermarsi dopo pochi chilometri, nel tunnel tra Castello e San Piero a Sieve. Diverse le persone colte da lievi malori, feroci le proteste sull’ assistenza fornita a passeggeri. Il caso è poi finito sul tavolo dell’ Autorità di regolazione dei trasporti, per una serie di verifiche sulle procedure di soccorso e l’ idoneità del materiale rotabile utilizzato dal Frecciarossa (in ritardo 13 minuti già prima dell’ avaria). Accertamenti sono partiti anche sull’ assistenza informativa ai viaggiatori, sull’ applicazione dei risarcimenti e sulle modalità di rimborso adottate da Trenitalia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA Un treno Italo a Santa Maria Novella.
luca serranò
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