28 Luglio 2017

Tablet per il voto troppo cari Sulla spesa è subito polemica

Tutti d’ accordo, anzi no. Potrebbe essere questa, in sintesi, la premessa al referendum per l’ autonomia regionale in agenda per il 22 ottobre. Tutti d’ accordo nel merito del quesito referendario, molte perplessità sull’ utilità della consultazione. E sui costi. Contraddizioni che generano polemiche e iniziative come quella del Codacons, che annuncia ricorso alla Corte dei Conti per l’ acquisto da parte di Palazzo Lombardia di 24mila tablet per il voto elettronico. Spesa dichiarata: 23 milioni di euro. Stessa azione alla Corte dei Conti è stata annunciata da Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana. «Questa spesa è uno sproposito» commenta Samuele Astuti, segretario provinciale a Varese del Partito democratico. «Spesa eccessiva – incalza – per una consultazione che poteva essere evitata. In Emilia Romagna otterranno gli stessi risultati gratuitamente». In effetti, maggiori competenze per le Regioni sono negoziabili a norma di Costituzione direttamente con il governo, senza passare per il referendum. Il governatore Roberto Maroni e la sua giunta hanno però chiamato alle urne i cittadini lombardi per dare forza politica alle richieste che verranno formulate a Roma. E per la prima volta in Italia viene introdotto il voto elettronico, contestato dal Pd. Partito che, con i suoi sindaci, si dice però pronto a votare Sì nel merito del referendum. Un atteggiamento che scatena la Lega Nord. Giuseppe Longhin, consigliere a Villa Recalcati, ne sottolinea i diversi aspetti, soffermandosi soprattutto su Davide Galimberti, sindaco di Varese, e Gunnar Vincenzi, primo cittadino di Cantello e presidente della Provincia di Varese. «Galimberti e Vincenzi hanno costituito un comitato per il Sì salvo poi affermare che di questa consultazione non c’ era bisogno. E non è tutto: i componenti del loro comitato votano contro ogni mozione presentata nei consigli comunali e provinciali che chiede semplicemente di promuovere la partecipazione popolare nel periodo precedente il voto». Conclusione secondo Longhin: «Poche idee e confuse». È così? Questa mattina se ne discuterà probabilmente in Consiglio regionale, dove è annunciato il doppio intervento di Maroni e dell’ assessore Gianni Fava, delegato a seguire le questioni referendarie. Con un’ anticipazione inserita in una nota della stessa Regione: i tablet, una volta terminato l’ uso per il voto, saranno lasciati in dotazione alle scuole della Lombardia per l’ attività didattica. Per Roberto Maroni e Gianni Fava si tratta «di un investimento e non di una spesa». E non è tutto. Ieri, Fava ha offerto la collaborazione della Regione al sindaco di Milano Beppe Sala per l’ ipotizzato referendum sulla navigazione dei Navigli: «Sala sia coraggioso, non ci sarà nessun costo aggiuntivo per il Comune. Il voto elettronico è una grande innovazione: il sindaco fornisca il quesito del suo referendum, al resto pensiamo noi». Vincenzo Coronetti.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this