21 Luglio 2017

Esposto del Codacons «Interventi in ritardo»

L’ EMERGENZA/2 Penumatici che continuano a bruciare e un’ aria che nella zona, soprattutto di sera, diventa irrespirabile. È il dramma che stanno vivendo diverse famiglie in via Rolando Carlevaro, una traversa della Braccianese Claudia, la zona maggiormente colpita dall’ incendio che domenica scorsa ha bruciato circa 250 ettari di terreno a nord di Civitavecchia. Le fiamme hanno portato alla luce una discarica, nascosta negli anni dalla vegetazione e in parte inglobata nella terra, che a cinque giorni dal rogo continua a bruciare. A sprigionare per tutto il giorno insopportabili zaffate di fumo sono i tanti copertoni che la fanno da padrone nella catasta. Il problema diventa più acuto di sera, quando cala il vento e l’ odore acre di gomma bruciata ristagna nell’ aria, andando a impregnare tutte le stanze delle abitazioni vicine. Proprio per questo motivo, molti abitanti, soprattutto quelli che hanno bambini, hanno deciso di non dormire più a casa. «Con i miei figli e mia moglie sono ormai giorni che dormiamo dai parenti spiega Yuri Pierucci, uno degli abitanti delle due ville che si trovano a ridosso della discarica perché l’ aria è irrespirabile. Io da solo ci ho riprovato la scorsa notte, ma alle 3 sono dovuto scappare perché non ce la facevo più. È qualcosa di insostenibile». Su segnalazione degli abitanti della via, l’ area della discarica è stata posta sotto sequestro. Ad intervenire sono stati i carabinieri forestali e i vigili del fuoco, che hanno effettuato diversi sopralluoghi per valutare l’ effettiva gravità della situazione. «Questa zona va a fuoco ogni anno afferma Pierucci ed io domenica ero qua a tenere lontano il fuoco dalla casa. Ad un certo punto, quando le fiamme hanno raggiunto questa discarica, della quale neanche noi conoscevamo l’ esistenza, si è alzata una nuvola nera impressionante. Sono stato male per due giorni per aver respirato questo fumo denso e dall’ odore insopportabile». Adesso i residenti della zona aspettano che qualcuno intervenga, per risolvere una questione che diventa sempre più pesante. Da una parte ci sarà da spegnere i focolai, dall’ altra sarà necessaria una bonifica dell’ intera area. «Ho lavato la casa sia all’ interno che all’ esterno ed è uscita acqua nera. Addio, invece all’ orto, perché dopo aver visto quella paurosa nuvola nera, credo che tutto sia ormai contaminato». Antonio Bandinu © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this