20 Luglio 2017

Morti in corsia, clamore al processo È polemica: Comune grande assente

di SARA GIUDICI –SARONNO – DAL PRESIDENTE dell’ associazione antiracket Sos Italia libera che annuncia l’ intenzione di agire per «tutelare i saronnesi, i medici e gli infermieri onesti visto che il Comune non ha intenzione di farlo» al numero uno della lista civica «L’ Italia che verrà», pronto a mettere a disposizione i propri legali: sono le reazioni provocate dalla scelta dell’ Amministrazione comunale di non costituirsi parte civile al processo per le morti sospette al pronto soccorso dell’ ospedale di piazzale Borella apertosi martedì con l’ udienza preliminare, poi rinviata al 25 luglio, al tribunale bustese. ALL’ ORIGINE del rinvio proprio il gran numero di soggetti che hanno chiesto di costituirsi parte civile. Associazioni come il Codacons, l’ associazione Codici, l’ ordine dei medici di Milano e la Federazione nazionale dei Collegi Ipavsi ossia infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici di infanzia ma anche la stessa Asst Valle Olona, l’ azienda ospedaliera per cui lavoravano il viceprimario Leonardo Cazzaniga e l’ infermiera Laura Taroni arrestati in seguito alle indagini sulle morti di 4 pazienti e del marito di lei. A sorpresa mancava però il Comune di Saronno. Una scelta che ha creato molto clamore soprattutto alla luce delle dichiarazioni del sindaco Alessandro Fagioli del dicembre scorso. «Ho dato mandato all’ ufficio legale del Comune – aveva spiegato – di valutare se sia possibile costituirsi parte civile nel processo per le morti sospette all’ ospedale di Saronno. La nostra città ha ottenuto un danno d’ immagine e, se possibile, è giusto che si faccia qualcosa per tutelarci e difenderci». Ed è stato proprio il primo cittadino a spiegare, martedì dal Municipio, il cambio di rotta: «Abbiamo valutato ed infine abbiamo deciso di non costituirci anche considerando che chi lo ha richiesto ha comunque ottenuto ausilio ed assistenza gratuita tramite i sodalizi preposti». Una presa di posizione che ha lasciato senza parole il saronnese Paolo Bocedi, presidente dell’ associazione antiracket che si era già costituito parte civile nel processo a carico di Alex Maggio il 33enne che aveva confessato di aver ucciso, a calci e pugni, la commerciante saronnese Maria Angela Granomelli il 3 agosto 2013. «Ci eravamo preventivamente consultati con il Comune ed avevamo deciso di non esserci, all’ udienza del 18 luglio, per evitare «doppioni», proprio perché ci era stato detto che comunque avrebbe proceduto l’ Amministrazione comunale». Visto il cambio di rotta Bocedi avverte «Richiederemo di essere presenti fra le parti civili all’ udienza del 25 luglio, a nome di tutti i cittadini e di tutti i medici e infermieri onesti». Non manca l’ attacco di Luciano Silighini Garagnani, ex candidato sindaco della lista civica «L’ Italia che verrà»: «Come può il Comune di Saronno non costituirsi parte civile? Il sindaco non vede che danno ha avuto la città? Cosa gli ha impedito di costituirsi parte civile?» E non manca la provocazione: «Offro, come «Italia che verrà», la consulenza del nostro studio legale al Comune se ha bisogno di aiuto».
sara giudici

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