17 Luglio 2017

Dalla Liguria alla Sicilia tra divieti e permessi

GIULIA CAZZANIGA Pochi diritti, molti doveri. Se sognate di rilassarvi in spiaggia, fate attenzione ai divieti e alle multe, in aumento anche quest’ anno sulle coste italiane. Tra norme nazionali e comunali, è l’ estate dei “no”. La legge che disciplina il libero accesso alla battigia sta infatti per compiere 10 anni, eppure ancora molti stabilimenti balneari fanno orecchie da mercante. La finanziaria 2007 ha stabilito che i titolari dei bagni devono obbligatoriamente consentire il libero e gratuito accesso, e pure il transito, per il raggiungimento della battigia davanti all’ area compresa nella concessione, anche per la balneazione. Con zainetto, asciugamano, portafogli e chiavi dell’ auto, puoi attraversare ogni ingresso di stabilimento, “pure quelli con la sicurezza all’ entrata”, assicura Stefano Salvati, esperto di Adiconsum. La legge sta dalla tua parte e chi ti chiede di pagare per l’ ingresso è in malafede. Non puoi però piazzare ombrellone, sdraio, asciugamani sulla riva, ma solo passeggiare: intralceresti i mezzi di soccorso o il libero passaggio. FUMO E CANI Non puoi buttarli in mare, ma nemmeno sulla sabbia o nel tombino. I mozziconi sono la piaga delle spiagge del Bel Paese. Eppure anche qui la legge parla chiaro: si rischia una sanzione amministrativa pecuniaria fino ai 300 euro. Il Codacons propone poi che non si possa nemmeno fumare in spiaggia a livello nazionale, per ora sono pochi i Comuni che hanno emesso questo tipo di ordinanza. Il primo è stato Bibione, in provincia di Venezia, ma il divieto di fumare c’ è pure a Porto Torres in Sardegna, a Sirolo nelle Marche: in questa cittadina sull’ Adriatico, si rischiano ben 500 euro di multa se ci si accende una sigaretta tra gli ombrelloni e la battigia. Cani in spiaggia, è la Babele delle norme. Spiega Lorenzo Croci di Aidaa (L’ associazione in difesa di animali e ambiente), che ci sono migliaia di ordinanze comunali diverse per le spiagge pubbliche. «Gli spazi appositi per gli animali da compagnia sono in aumento, ma soprattutto al centronord: in Sicilia abbiamo censito solo 9 spiagge attrezzate», dice Croci. «Ogni bagno ha il suo regolamento, e bisogna prestare attenzione». Se vi appioppano una multa – già più di 100 quest’ anno, secondo l’ associazione, che offre consulenza legale gratuita – «consiglio di farvi sempre mostrare una copia dell’ ordinanza: potrebbe essere impugnata anche per piccoli errori, anche nella cartellonistica, magari non aggiornata». Sulla battigia, i cani possono passeggiare con guinzaglio corto e museruola al seguito se di grossa taglia. Le Regioni più severe sono «Sicilia, Calabria, Lazio e Toscana», spiega l’ esperto, che ricorda che lo scorso anno sono state comminate multe in tutta Italia per «un milione di euro, a una media di 200 l’ una». AMBULANTI Abusivismo e contraffazione, occhio a quando comprate dagli ambulanti in spiaggia. A Villasimius, provincia di Cagliari, puoi riconoscere chi è autorizzato perché mostra un tesserino numerato, ottenuto con 50 euro di spese di istruttoria e una domanda in bollo. Se state per pagare merce plausibilmente contraffatta, pensateci due volte, anche perché potreste cadere in una multa. Partono dai 25 euro in Emilia Romagna, a Chioggia – in Veneto – si arriva anche a 500 euro se si compra da chi non ha targhetta identificativa. Provare l’ ebrezza di sfrecciare sull’ acqua non è per tutti. Cosimo Nicastro, capitano di fregata del comando generale della Guardia Costiera, ricorda che «per poter guidare un acquascooter è necessario aver compiuto 18 anni ed essere in possesso della patente nautica, indipendentemente dalla potenza o dalla cilindrata del motore. La navigazione con acquascooter è consentita da una distanza di minimo di 300 metri ad un massimo di 1 miglio dalla costa ed è disciplinata dalla Guardia Costiera. È obbligatorio indossare e far indossare all’ eventuale passeggero un giubbotto di salvataggio o una muta galleggiante e, se previsto, anche l’ apposito casco». «Per chi nuota», spiega ancora Nicastro, «è vivamente consigliato mantenersi all’ interno dell’ area riservata ai bagnanti, di solito 200 metri dalla battigia, ma le ordinanze possono stabilire limiti diversi. Se ci si avventura oltre questa fascia di mare, occorre segnalare la propria posizione. I sub, per esempio, che devono esporre la boa e non devono allontanarsi oltre i 50 metri. Per i diportisti, è necessario ricordare di tenersi ad una distanza di almeno 100 metri dalle boe che segnalano i sub in immersione». GIOCHI Niente calcio, ma nemmeno bocce, pallavolo, racchettoni: in Sardegna l’ ordinanza balneare regionale proibisce qualsiasi gioco e attività sportiva se non distante 15 metri dalla linea di battigia e comunque se non in spazi delimitati. C’ è chi, a Villasimius, si è già beccato un verbale da 200 euro, per disturbo della quiete pubblica. Occhio, perché pure a Trieste, Ancona e in Liguria si vietano gli sport da spiaggia per ordinanza. BAGNINO Quello del bagnino è finalmente un diritto per chi sta in spiaggia, insieme a tutta la dotazione di sicurezza. Lo stabilimento che non provvede, o in cui l’ assistente bagnante si assenta, rischia mille euro di multa, come è successo a Formia e a Sperlonga pochi giorni fa. Ci sono (pochi) Comuni che prevedono bagnini anche nelle spiagge libere, ma spesso bandi e assunzioni sono in ritardo, come è successo in Liguria. OMBRELLONI SELVAGGI Divieti e sequestri scattano per chi lascia l’ ombrellone in spiaggia dopo il tramonto. In Abruzzo, a San Salvo, quelli trovati vengono buttati in discarica. A Castellabbate ne hanno sequestrati addirittura 150 in una notte: i proprietari non volevano perdere il posto in prima fila. All’ ombrellone selvaggio hanno dichiarato guerra anche a Diano Marina e tanti altri comuni della Riviera ligure. riproduzione riservata.

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