14 Luglio 2017

Trascinata dal metrò, la verità dai video

Saranno i filmati delle telecamere a circuito chiuso puntate sulla banchina della metropolitana a stabilire cosa realmente sia avvenuto e a fornire agli inquirenti la dinamica dell’ incidente. Nel frattempo anche Atac vuol vederci chiaro e non è escluso che già nelle prossime ore possa avviare un’ indagine interna per accertare le responsabilità. Si indaga su due fronti per far luce su quello che è avvenuto a una donna, cittadina bielorussa, di 43 anni, alla fermata della metro a Termini. La donna avrebbe cercato di salire al volo sull’ ultimo vagone del convoglio della linea B in direzione Laurentina. Secondo quanto ricostruito sinora dagli investigatori, la giovane sarebbe riuscita a infilare il braccio con delle buste alla mano quando le porte si sono chiuse, rimanendo con la mano impigliata tra le buste e il corpo sulla banchina. La donna è stata trascinata per dieci metri prima che il mezzo fosse bruscamente fermato gra zie alle urla dei passeggeri che hanno assistito attoniti all’ incidente. La donna è stata trasportata in codice rosso all’ ospedale San Giovanni dove, ieri mattina, ha ricevuto la visita dell’ assessore alla mobilità, Linda Meleo. Ed è proprio il responsabile ai trasporti della giunta di Virginia Raggi ad aver dichiarato, dopo aver parlato con i medici per accertarsi che la donna sia fuori pericolo, che si è trattato di un fatto gravissimo: «Quanto accaduto alla stazione della metro B di Termini è un fatto gravissimo. Sono vicina alla donna che ora si trova in ospedale ricoverata in gravi condizioni. Al momento – ha aggiunto- sono stati reperiti tutti i filmati della videosorveglianza per capire la dinamica dell’ incidente. Interesse dell’ Amministrazione è che si faccia chiarezza». Proprio Atac, municipalizzata del Comune di Roma, che gestisce il trasporto pubblico nella Capitale, potrebbe avviare un’ indagine interna per accertare le cause di un simile incidente. Pura fatalità o qualcosa non ha funzionato e quindi imputabile ad una cattiva manutenzione?. «Le porte di molti mezzi non sono dotate dei bordi sensibili, perché sono nuove tecnologie che non erano in dotazione all’ epoca della fabbricazione del macchinario. Penso che si sia trattato di un incidente, sarà la magistratura poi a chiarire le dinamiche», dice Pino Ricciardelli, esponente di Or.S.A. Trasporti Lazio-TPL. Proprio gli agenti del commissariato Viminale hanno ascoltato il macchinista e provveduto ad inviare un’ informativa in procu ra. L’ associazione Codacons invece chiede «un’ indagine a 360 gradi sulla sicurezza dei convogli in circolazione sulla linea B della metropolitana romana. Il treno non sarebbe dovuto ripartire con le porte non correttamente chiuse – afferma il presidente Carlo Rienzi – Ci chiediamo come si sia potuto verificare un incidente così grave nonostante i sistemi di sicurezza installati sulle vetture che dovrebbero evitare proprio tali situazio ni. Dalle testimonianze di alcuni passeggeri, inoltre, sembrerebbe che i freni di emergenza ubicati nei vagoni non abbiano funzionato a dovere, circostanza che, se confermata, aggraverebbe la situazione». Per questo motivo il Codacons «con un esposto chiede alla Procura di Roma di indagare a tutto tondo sui sistemi di sicurezza a tutela dei passeggeri installati sui vagoni della metro B, e verificare se vi siano state omissioni o carenze.
francesca pizzolante

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