Il 7,9% vive in povertà assoluta
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
record storico per l’ italia: 4 milioni e 742mila residenti sotto la soglia minima
MILANO -Il dato 2016 è sostanzialmente stabile rispetto a quello del 2015. Ma la variazione, per quanto lieve, porta al record storico per la povertà assoluta in Italia: a trovarsi sotto alla soglia minima fissata dall’ Istat sono 4 milioni e 742 mila residenti. Non erano mai stati così tanti dall’ inizio delle serie storiche nel 2005. Volendo ragionare per quote, si parla del 7,9% degli italiani, o del 6,3% delle famiglie. «Si tratta di numeri impressionanti e che non necessitano di commenti», il commento subito diffuso dal Codacons, il cui presidente, Carlo Rienzi, rileva come «secondo l’ Istat nel 2007 le famiglie in condizione di povertà assoluta erano 975 mila, mentre oggi salgono a 1,6 milioni. Il numero di individui poveri nel 2007 era pari a 2.427.000, contro i 4.742.000 del 2016. Questo significa che in meno di 10 anni i cittadini in povertà assoluta in Italia sono aumentati del 95%, praticamente raddoppiati». A risultare duramente colpiti, in particolare, sono i nuclei familiari più giovani. Come accade ormai dal 2012, l’ incidenza della povertà assoluta au ment infatti al diminuire dell’ età. Il valore minimo (3,9%) si registra così nei nuclei familiari dove la persona di riferimento ha più di 64 anni, mentre quello massimo (10,4%) lo si osserva dove la persona di riferimento ha meno di 35 anni. Anche la posizione professionale ha poi il suo peso: per le famiglie la cui persona di riferimento è un operaio, l’ incidenza della povertà assoluta è doppia (12,6%) rispetto a quella delle famiglie nel complesso (6,3%). Rimane, invece, piuttosto contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,5%) e ritirata dal lavoro (3,7%). Stesso discorso per il titolo di studio: la povertà assoluta è all’ 8,2% per le famiglie con persona di riferimento che ha al massimo la licenza elementare, mentre scende al 4% se ha almeno un diploma. La situazione non migliora nemmeno per quanto riguarsa la povertà relativa, quella che per una famiglia di due componenti si rileva quando la spesa media mensile pro capite è inferiore ai 1.061,5 euro, a sua volta stabile con un’ incidenza pari al 10,6% per le famiglie e al 14% per gli individui. Anche in questo caso, l’ età porta con sé delle disparità: l’ incidenza di questo tipo di povertà, segnala l’ Istat, è cresciuta infatti fra i minori fino al 22,3% nel 2016, dal 20,2% del 2015. «Purtroppo anche quest’ anno i dati Istat dimostrano che non si è riusciti a fare nulla per far diminuire il numero dei poveri in Italia, che continuano ad essere troppi, soprattutto tra i minori», sottolinea a riguardo Marco Lucchini, segretario generale della Fondazione Banco Alimentare, sottolineando che «si tratta di persone che non riescono a raggiungere uno standard di vita minimamente accettabile e legato ad un’ alimentazione adeguata, una situazione abitativa decente e ad altre spese basilari come quelle per la salute».
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