13 Luglio 2017

I feriti denunciano Palazzo Civico Sono quasi un migliaio le querele

Sono quasi quattrocento le denunce depositate dal Codacons Piemonte e circa duecento quelle presentate individualmente da altri avvocati, senza contare le richieste di risarcimento danni trasmesse direttamente al tribunale civile aggirando la via del penale. Forse non si arriva ancora a quota mille, ma il numero non è tanto più basso di quella cifra. Anche perché, lo si ripete ormai da più di un mese, nella tragica serata del 3 giugno sono rimaste ferite 1.526 persone. Ed è francamente plausibile ipotizzare che tutte o quasi quelle persone abbiamo nel frattempo sporto denuncia. O che stiano per farlo. Sono stati proprio questi feriti, attraverso le loro querele, a convincere i pubblici ministeri Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo ad aprire un fascicolo d’ inchiesta per il reato di lesioni colpose. «Un atto dovuto», aveva commentato il procuratore capo di Torino Armando Spataro dopo l’ avvio di quel primo filone di indagine. E di «atto dovuto» il magistrato aveva ancora parlato nel momento in cui si era scoperto che in quel faldone era stato iscritto anche il nome del sindaco, Chiara Appendino: denunciata dai tifosi, indagata per lesioni. «Un atto dovuto», nient’ al tro che questo. E infatti il nome del primo cittadino compare praticamente in tutte le denunce giunte nell’ ulti mo mese sulle scrivanie dei due pm che indagano sulla tragica serata di piazza San Carlo. L’ in quilino di Palazzo Civico viene a volte indicato con tanto di nome e cognome, ma nella maggior parte dei casi si punta il dito contro il «sindaco pro tempore». E non c’ è solo lui, in quegli esposti. Compaiono infatti anche il «questore pro tempore» e il «prefetto pro tempore». Ma non si sa ancora se nel fascicolo aperto per lesioni colpose, e come «atto dovuto», siano stati iscritti anche i responsabili della Questura e della Prefettura. Nel principale filone di inchiesta, quello in cui si ipotizzano i reati di omicidio e lesioni colposi, sono invece finiti Maurizio Montagnese, presidente di Turismo Torino, e Danilo Bessone, responsabile del servizio di prevenzione e protezione della partecipata del Comune. Entrambi sono già stati interrogati negli uffici della Digos, assistiti dai loro legali di fiducia: gli avvocati Fulvio Gianaria e Anna Ronfani.

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