12 Luglio 2017

Mancava il defibrillatore in campo Un esposto del Codacons

«Il defibrillatore? Al torneo doveva esserci, non c’ è tanto da dire» è la sintesi di Giancarlo Zanini, padre di Paolo, il 13enne del Real Leno che domenica sera è andato in arresto cardiaco durante una partita del torneo notturno di Porzano. La mancanza del defibrillatore non è passata inosservata, tanto che ieri la Codacons ha presentato un esposto alla Procura di Brescia. L’ obiettivo dell’ associazione è far luce su eventuali responsabilità: a causa di questa lacuna, un ragazzino di 13 anni ha rischiato di morire. Ecco perché la Codacons ha indirizzato sia una lettera al ministro dello Sport Luca Lotti sia un esposto chiedendo alla magistratura di indagare «sui fatti descritti» e di verificare «la presenza di eventuali fattispecie di reato». Anche il padre di Paolo Zanini ricorda che è più di un anno che se ne parla dell’ obbligato per le società di dotarsi dei macchinari elettronici salva-vita: «ci sono state delle proroghe – racconta – ma dal primo luglio scattava l’ obbligo di legge». Lui, dirigente della Bagnolese Calcio (1° categoria), i defibrillatori li ha già acquistati: «Entro il 16 agosto, giorno del ritiro della squadra, avremo imparato a usarli in sei». Non è chiaro se la società che ha organizzato il torneo dovesse avere il defibrillatore in loco oppure, trattandosi del campo da calcio di un oratorio, non fosse d’ obbligo. Sul punto indagano anche i carabinieri, che già domenica sera avevano convocato gli organizzatori del torneo. Migliorano, nel frattempo, le condizioni del 13enne ricoverato nel reparto di Terapia intensiva: dopo aver fatto alcuni esami diagnostici, Paolo Zanini nei prossimi giorni dovrebbe passare nel reparto di pediatria. E forse settimana prossima potrebbero dimetterlo. E tornerà a casa. ( m.tr. )

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