Crollo di Annone, l’ inchiesta svolta
Il passaggio del tir della Nicoli di Albino (Bergamo) sul cavalcavia di Annone il 28 ottobre dello scorso anno avrebbe dovuto essere gestito secondo le procedure del trasporto eccezionale e non con quelle del trasporto speciale, come è invece avvenuto. Se il tir, opportunamente “scortato”, avesse proceduto al centro della carreggiata invece che sul lato destro, il ponte – forse – non sarebbe crollato. È questa una delle conclusioni a cui sarebbe giunto il professor Marco Di Prisco, ordinario di Tecnica delle costruzioni del Politecnico di Milano, consulente del magistrato che indaga sulla tragedia costata la vita all’ ex professore di Educazione fisica di Civate Claudio Bertini. Dubbi sul permesso La consulenza tecnica disposta dal pubblico ministero Nicola Preteroti non è ancora conclusa, Di Prisco ha ancora qualche settimana di tempo per depositarla in Procura, ma le conclusioni – al momento provvisorie – a cui è giunto sono state condivise con i consulenti degli unici tre indagati (al momento) e delle parti offese. I quali, a loro volta, hanno consegnato al docente del Politecnico le loro controdeduzioni, che potranno o meno essere accolte nelle valutazioni tecniche frutto di lunghi mesi di analisi e studio. Stando a quanto sarebbe emerso, insomma, per il consulente del pm anche l’ azienda bergamasca (e, insieme, lo stesso autista del tir) potrebbe avere una responsabilità nel crollo del cavalcavia, così come una responsabilità l’ avrebbe il funzionario della Provincia di Bergamo che rilasciò il permesso di passaggio con un carico inferiore alle 108 tonnellate, nulla osta che – secondo il consulente – presenterebbe più d’ una criticità. Ma non basta ancora: tra gli elementi di novità ve ne sarebbe un terzo e riguarderebbe un ingegnere “esterno” che avrebbe effettuato una consulenza per Anas sullo stato di salute del manufatto, non ravvisandone i gravi problemi strutturali e di manutenzione rilevati invece fin dalle prime fasi dell’ inchiesta. Insomma, il pubblico ministero avrà non poco materiale sul quale concentrarsi, prima di chiudere l’ inchiesta. Ha tempo fino alla fine di ottobre, ad aprile il gip gli ha concesso ulteriori sei mesi di tempo per completare le sue indagini – operativamente delegate alla Polizia stradale di Seregno e Lecco e alla Squadra Mobile della Questura cittadina – quindi c’ è tutto il tempo per studiare le carte e decidere il da farsi. In linea teorica, infatti, in caso di dubbi o elementi contraddittori, potrebbero essere disposti ulteriori accertamenti o approfondimenti specifici, prima di tirare le fila e ipotizzare singole, specifiche responsabilità. Com’ è noto, al momento sono tre gli indagati: si tratta di Angelo Valsecchi, 51 anni, dirigente del settore Viabilità della Provincia di Lecco, Andrea Sesana, 36, responsabile del servizio concessioni dello stesso ente, e Giovanni Salvatore, 56, capocentro manutenzioni di Anas per il compartimento interessato dal crollo dal 2011. Le parti offese Parti offese risultano invece la famiglia Bertini, Vasile Ciorei, il conducente del tir della Nicoli, la famiglia Femiano di Mandello, papà Gaetano, mamma Elena Gennari e la figlia minore, rimasta pure ferita nel crollo del ponte a bordo dell’ automobile, e il Codacons, l’ associazione che tutela i consimatori. Toccherà poi al giudice, in fase processuale, ammettere o meno la costituzione di parte civile.
antonella crippa
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