«Via le sale giochi dai siti sensibili»
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fonte:
- Gazzetta del Sud
chiesto d’ imporre una fascia di rispetto da scuole, asili, ospedali e parchi
Vietare l’ apertura di sale da gioco entro un raggio di 500 metri da una serie di siti “sensibili” come scuole, asili, ospedali, case di cura e di riposo, parchi e aree per il gioco. La richiesta del Codacons è indirizzata direttamente all’ amministrazione comunale: «Siamo al cospetto di un gigantesco affare – lamenta l’ avv. Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale dell’ associazione dei consumatori – che miete vittime ogni giorno. Solo una visione miope di breve periodo non considera gli ingenti costi sociali legati a questo fenomeno». Le “vittime” del gioco appartengono ad ogni sfera sociale. «Abbiamo notizie di soggetti che contraggono prestiti, per poter continuare a giocare… e perdere. Il gioco d’ azzardo è un’ attività pericolosa – incalza Di Lieto – e, come tale, chi lo esercita deve dimostrare di avere adottato, in base all’ articolo 2050 del Codice civile, tutte le misure necessarie ad evitare il danno. Danno che, nello specifico, è la dipendenza, patologia riconosciuta dal Ministero della Salute». ecco perché, secondo il Codacons, è paradossale che sia rimasto di fatto inattuato il “decreto Balduzzi”, con cui si era stabilita una progressiva ricollocazione delle sale da gioco, in modo da tenerle ben distanzi dai luoghi cosiddetti sensibili (scuole, chiese, centri sociio-icreativi etc…) con l’ obiettivo di scongiurare continui ulteriori stimoli al gioco. «Senza contare – mette altra carne al fuoco sempre il Codacons – l’ impossibilità di intervento sul gioco online, offerto 24 ore su 24 senza limiti spaziali e temporali». Dunque, «in considerazione dei gravissimi danni prodotti dal gioco d’ azzardo», ecco che viene formalizzata una richiesta «al Comune capoluogo di regione affinché si doti di una regolamentazione che possa contrastare questa piaga sociale che espone alla rovina tante, troppe, famiglie e, nel contempo, possa essere da stimolo a tutti i Comuni calabresi. Senza dimenticare che, come sembrerebbe emergere da una serie di attività investigative, su questo gigantesco affare da tempo ha messo i propri artigli la criminalità organizzata. La nostra richiesta – spiega ancora Di Lieto – si fonda su una recentissima decisione della Corte Costituzionale dello scorso 11 maggio che riconosce agli Enti locali il potere di intervento autonomo sulle sale slot, indipendentemente dalle norme nazionali. Si ritiene doveroso, quindi, contrastare la prossimità delle sale e degli apparecchi da gioco a determinati luoghi, ove si radunano soggetti ritenuti psicologicamente più esposti all’ illusione di conseguire vincite e facili guadagni e, quindi, al rischio di cadere vittime della “dipendenza da gioco d’ azzardo”: fenomeno da tempo riconosciuto come vero e proprio disturbo del comportamento, assimilabile, per certi versi, alla tossicodipendenza e all’ alcoolismo. Confidiamo nel senso di responsabilità del Comune – concludono dal Codacons – sperando che l’ Ente voglia prendere una posizione chiara. Non è possibile rimanere inerti dinnanzi alla rovina di tante famiglie».
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