6 Luglio 2017

Delude la spesa delle famiglie italiane, solo +1% nel 2016

 

Consumi delle famiglie in crescita l’ anno scorso, ma solo dell’ 1%. L’ Istat quest’ oggi ha riferito che nel 2016 la spesa media mensile familiare in valori correnti è stata pari a 2524,38 euro, in aumento dell’ 1% rispetto al 2015 e del 2,2% nei confronti del 2013. Il livello medio della spesa alimentare è passato dai 441,5 euro del 2015 ai 447,96 euro mensili, mentre la spesa per beni e servizi non alimentari è cresciuta dello 0,9% a 2076,41 euro al mese. Sono tornati ai livelli pre-crisi le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%, da 122,39 a 128,25 euro) e sono saliti per il terzo anno consecutivo quelle per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+2,9% a 130,06 euro). Pur permanendo ampie differenze strutturali sul territorio, legate ai livelli di reddito, ai prezzi e ai comportamenti di spesa, il divario tra valori i più elevati del Nord-Ovest (2839,10 euro) e quelli più bassi delle Isole (1942,28 euro) si è ridotto, passando da quasi 945 a circa 897 euro nel 2016. Si è, invece, ampliato il divario tra le città metropolitane, i Comuni periferici delle aree metropolitane e quelli sopra i 50 mila abitanti (circa 376 euro in media al mese da poco meno di 100 euro del 2015) e tra città metropolitane e gli altri Comuni fino a 50 mila abitanti (poco più di 491 euro da meno di 200 del 2015). La causa principale di questa dinamica si trova nella marcata crescita della spesa media mensile per beni e servizi non alimentari delle famiglie residenti nelle città metropolitane. Anche il 2016 ha confermato il divario di spesa tra stranieri e italiani. Le famiglie di soli stranieri hanno speso in media ogni mese circa 1000 euro in meno rispetto alle famiglie italiane (1582,94 euro contro 2590,59 euro). Il 49,8% della spesa delle famiglie di soli stranieri (era il 54,1% nel 2015) è stato destinato a prodotti alimentari e bevande analcoliche e ad abitazione, acqua, elettricità, gas e combustibili; questa quota è rimasta stabile al 29,2% per le famiglie di soli italiani. “Si consolida, sebbene a un ritmo moderato”, ha spiegato l’ istituto di statistica, “la fase di ripresa dei consumi delle famiglie avviatasi nel 2014, in un quadro macroeconomico caratterizzato dal quarto anno consecutivo di aumento del loro reddito disponibile, da un lieve incremento della propensione al risparmio e dal consolidamento della ripresa del pil. Ciononostante, la spesa media mensile familiare rimane al di sotto dei 2639,89 euro del 2011, valore raggiunto prima di due anni consecutivi di calo”. I dati deludono il Codacons che ha sottolineato come i numeri dimostrino la mancata ripresa dei consumi in Italia. “Se confrontati con il 2006, i dati Istat sono drammatici”, ha spiegato il presidente dell’ associazione, Carlo Rienzi. “In 10 anni, infatti, la spesa media mensile delle famiglie è salita di appena 63 euro al mese, mentre quella alimentare è aumenta di soli 20 euro al mese. Numeri che non possono ritenersi positivi, ma che al contrario evidenziano come la ripresa definitiva dei consumi in Italia sia ancora lontana”. “L’ aumento dell’ 1% rilevato dall’ Istat è positivo, ma non basta”, ha affermato anche Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione Nazionale Consumatori. “Se poi si confronta la spesa 2016 con quella del 2011”, ha proseguito Dona, “in appena 5 anni la voce alimentari e bevande è diminuita di circa 59 euro al mese, 706 euro all’ anno. Anche considerando la famiglia media il confronto con il 2011 è preoccupante”.

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