«Ma la situazione non è allarmante»
-
fonte:
- L`Eco di Bergamo
le reazioni il sindaco della bassa: era già previsto e l’ assessore valesini: «dati accumulati in mezzo secolo»
«I dati del Rapporto Ispra sul consumo di suolo? Nessun allarme. Calcio ha toccato, nel 2016, un primato nazionale ma i cittadini devono stare tranquilli: non stiamo procedendo a colpi di colate di cemento». Il sindaco del Comune della Bassa, Elena Comendulli, scorre i dati riferiti allo scorso anno e punta l’ indice sui 29 ettari in più utilizzati, secondo la rilevazione dell’ Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, nel 2016 nel suo paese. Un record. «Però previsto – puntualizza il primo cittadino -. Quando ci siamo insediati, nel 2014, abbiamo trovato tutti gli atti già perfezionati per la realizzazione di un polo logistico a ridosso dell’ autostrada Brebemi e per una lottizzazione nell’ area artigianale. Ci siamo limitati a dare corso all’ iter. Non voglio criticare in alcun modo chi ci ha preceduto: constato solo che le cifre del Rapporto annuale certificano ciò che, in sostanza, era nei fatti. Per il resto, ci stiamo muovendo in coerenza alla normativa regionale che limita al massimo ulteriori margini di manovra». I «paletti» di Bergamo Per un’ amministrazione che conduce in porto progetti avviati da tempo, un’ altra – quella di Bergamo – che, invece, ha cura di non proporre ulteriori interventi invasivi. «I 1.800 ettari consumati secondo l’ Ispra – puntualizza l’ assessore alla Riqualificazione urbana, Francesco Valesini – fotografano un dato obiettivo, ma consolidato da operazioni avvenute, fra picchi e riduzioni, in almeno mezzo secolo, un arco di tempo in cui la città si è radicalmente trasformata. Negli ultimi anni, nuovo ospedale a parte, non ho memoria di ulteriori azioni condotte a danno del suolo e debbo, anzi, sottolineare che è stato preciso scrupolo di questa Giunta porre paletti rigidi al fine di riqualificare l’ esistente. Poi – aggiunge – il numero assoluto è comunque riferito a una capoluogo di 120 mila residenti e ad alta densità abitativa. Su Bergamo, insomma, non ci sono state, e non arriveranno, cementificazioni selvagge». A preoccupare è la regione E in effetti, pure sul versante dei movimenti ambientalisti, a preoccupare di più sono le situazioni provinciale e regionale. «La Lombardia – ricorda l’ avvocato Carlo Simoncini, già presidente della sezione di Bergamo di Italia Nostra dal 2001 al 2004 – è stata antesignana delle normative a tutela del territorio. La prima risale addirittura al 1975 e anticipò almeno di un biennio i primi provvedimenti nazionali. Poi, però, all’ inizio degli anni Novanta le scelte politiche hanno cominciato a privilegiare sempre di più gli interessi imprenditoriali privati rispetto a quelli pubblici. È una situazione – osserva Simoncini – con cui, purtroppo, conviviamo tuttora e sulla quale i Piani di governo del territorio, strumento molto debole, non riescono a incidere». Parole nel cui solco si inserisce la dura presa di posizione del Codacons che, in una nota, denuncia «la scomparsa, tra il 2012 e il 2015, di quasi mille ettari di suolo lombardo all’ anno, con grave danno per l’ agricoltura, un settore in cui è cresciuto pure il fenomeno dell’ abbandono dei campi». L’ associazione dei consumatori, ricordando che «l’ edilizia non è l’ unica fonte di lavoro possibile» e invocando l’ urgenza di «sviluppare altri settori a basso impatto ambientale, come il turismo agroalimentare», ha quindi deciso di «chiedere l’ intervento del Governo e del ministero dell’ Ambiente, affinché orientino le politiche edilizie in Lombardia». Al. Bo.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
