‘I saldi anticipati non hanno senso Ormai gli sconti ci sono tutto l’ anno’
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fonte:
- La Nazione
partono oggi i ribassi estivi. ma tra i negozianti c’ è scetticismo
«UFFICIALMENTE la partenza dei saldi è prevista per oggi, ma gli esercenti applicano già sconti dal 20 al 40%, proponendoli direttamente ai clienti o inviando mail, sms e messaggi whatsapp ai fidelizzati. E’ evidente come i saldi di fine stagione siano obsoleti, una pratica medievale». Morte annunciata delle vendite a sconto: è l’ allarme lanciato da Codacons. Certo vendere in saldo un sandalo o una camicetta l’ 1 luglio è, minimo, anacronistico. «GLI SCONTI così fatti sono ormai controproducenti per tutti – sostiene Andrea Leonardi, di Confesercenti moda per Siena e provincia -: per chi vende, perché deve vendere articoli di stagione a minor prezzo, quando ci sono turisti che comprerebbero anche a prezzo intero; e per chi acquista perché si fa prendere in giro, credendo di fare un affare che non c’ è e che poi può avere, nei limiti, tutto l’ anno. Se deve essere fine stagione, i saldi devono partire a metà agosto: così si andrebbero a vendere rimanenze di negozio e con il ricavato si andrebbe ad acquistare la merce nuova. Questo il vero spirito dei saldi, altrimenti la pratica dello sconto perde di valore. E i piccoli negozi, la base del nostro commercio, finiscono ammazzati. E’ tutt’ altra la strategia da adottare: il commercio di una città come Siena deve puntare sul prodotto originale, la qualità. Chi viene qui è per trovare la bottega, una scena diversa da quella che trova ovunque, non viene per il centro commerciale.». TERMINI diversi ma il concetto è più o meno lo stesso nella visione di Riccardo Ghini, di Federmoda Confcommercio: «La vecchia pratica degli sconti si rinnova ogni anno nell’ anticipare l’ inizio. Detto questo, bene comunque una data nazionale uguale per tutti. Poi però non è il commercio tradizionale che vuole anticipare, quanto la grande distribuzione, dietro cui sta l’ industria, che ha tutto l’ interesse a vendere più possibile e vendere prima. Quelli dei grandi numeri un risultato lo portano comunque a casa; io invece se vendo al 50% non guadagno. Come arriviamo agli sconti? Si fa sempre più fatica, a giugno siamo andati al rallentatore. Da consumatore, capisco che allo sconto ci si abitui e lo si aspetti. Ma è il negozio e il commercio tradizionale che andrebbero rilanciati, nel loro servizio, nella qualità. Paola Tomassoni.
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