1 Luglio 2017

Saldi al via, ma gli sconti sono già partiti

`iniziano ufficialmente le promozioni, ma nei giorni scorsi un negozio su tre ha anticipato la scadenza con mail e sms `un fenomeno denunciato dalla confesercenti: è una forma di concorrenza sleale. il codacons: attenti ai prezzi cambiati
LA TRADIZIONE Saldi al via. Gli sconti estivi, che proseguiranno per sei settimane, iniziano oggi. Finalmente. O forse bisognerebbe dire troppo tardi. A giudicare dal boom di pre-saldi, lanciati nei giorni scorsi, molti affari sono già stati fatti e di conseguenza, per chi ha atteso le date ufficiali, sono ormai perduti. Non una questione da poco e soprattutto non di pochi. Gli sconti sono stati avviati in anticipo in un terzo dei negozi, secondo i consumatori. E il dato rischia di essere sottostimato. «Il rapporto di un negozio su tre – spiega Carlo Rienzi, presidente Codacons – si riferisce alle realtà commerciali che hanno comunicato sconti e promozioni, in media dal 20 al 40%, direttamente ai clienti attraverso l’ invio di sms, mail o, ancora più numerosi, messaggi WhatsApp. A questi vanno aggiunti i ribassi applicati alla cassa su richiesta degli stessi acquirenti. Fatta eccezione per le grandi multinazionali, dove il personale non ha potere decisionale, quel tipo di sconto è stato applicato ovunque». LA CORSA Una vera e propria questione di sopravvivenza per molte attività, in un circolo vizioso che della concorrenza sleale di pochi finisce per fare regola per tutti. E un modo per resistere al boom di acquisti fatti sul web, dove offerte sono proposte tutto l’ anno. Tanti gli indirizzi dove la merce è già stata venduta in saldo dunque. E lungo il periodo per fare shopping. I pre-saldi, in molte boutique, sono iniziati già settimane fa, lasciando tutto il tempo di passare, provare e riflettere, per trovare l’ affare su misura di necessità e disponibilità. Un problema noto – Confesercenti ha lanciato l’ allarme per la diffusione di sconti anticipati, che di fatto rischiava di far apparire legittimati i pre-saldi – e non l’ unico. Stando alle denunce dei consumatori lo scorso anno, comprare bene durante i saldi, a Roma, è tutt’ altro che facile. Il maggior numero di segnalazioni ricevute dal Codacons, durante i saldi estivi 2016, ha riguardato le variazioni di prezzo. «Molti negozianti alzano i prezzi prima di applicare gli sconti – dice Rienzi – e se lo si fa notare, rispondono che, quando era stato visto dal cliente, il costo più basso era dovuto a una promozione». Al secondo posto, la presenza di capi di anni passati. Sul podio pure il tema dei cambi, che spesso vede passare dalla parte del torto chi compra. «Le merci acquistate in saldo si cambiano solo se difettate, non se si muta idea». Il Codacons chiede la liberalizzazione del settore. «I saldi al primo luglio sono già vecchi perché di fatto sono partiti un mese prima e per la concorrenza del web – dice Giovanna Marchese Bellaroto, presidente Cna Commercio Roma – L’ istituto dei saldi non ha più senso di esistere, perciò non ha più senso la restrizione per cui un mese prima non si possono fare sconti. Le promozioni a invito sono una discriminazione sociale». LA POLEMICA Contrario a liberalizzazione o anticipi, Valter Giammaria presidente Confesercenti Roma: «Averne di continuo anticipato la data di inizio ha completamente snaturato questo tipo di vendita speciale a danno sia delle piccole e medie imprese del dettaglio che del consumatore, determinando una confusione totale sulle varie forme di vendite straordinarie. I saldi debbono tornare ad essere reali vendite di fine stagione nei periodi originariamente previsti». Buona la data unica per tutta Italia, secondo Massimiliano De Toma, presidente Federmoda Roma e Lazio-Confcommercio, che punta al rilancio attraverso la creazione di «pacchetti turistici che giovino ad albergatori e ristoratori per rendere il periodo dei saldi un volano economico». Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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