2 Luglio 2017

Ogni famiglia spenderà 220 euro Ecco come evitare i “bidoni”

MILANO – Al via ieri i saldi estivi. Ma un italiano su tre, per motivi di portafoglio, è ancora indeciso se partecipare o meno alle vendite di fine stagione in corso da questo primo weekend di luglio. E anche chi è intenzionato a spendere qualcosa solo in un caso su due ha già stabilito un budget da destinare allo shopping. In media circa 220 euro a famiglia – secondo la Confesercenti in linea con i dati dello scorso anno. Pure i commercianti si mostrano fi duciosi ma non troppo: per il 66% gli sconti estivi andranno come lo scorso anno, senza crescere né diminuire. Aumenta, invece, il taglio all’ entità dello scontrino: un negozio su quattro partirà dal 50%. Però i saldi- segnala il Codacons- sono di fatto già partiti in un negozio su tre in tutta Italia. Secondo l’ associazio ne dei consumatori, si applicano già sconti medi dal 20 al 40%. Intanto, mentre sono triplicate le ricerche online scelte per gli acquisti soprattutto dagli abitanti delle grandi città, è pronto un decalogo anti -bidone. Tra chi è in dubbio o ha già scelto di non comprare a prezzi ribassati, uno su quattro lo fa – sostiene ancora la Confesercenti perché ritiene di non avere abbastanza soldi, mentre il 37% preferisce risparmiare qualcosa per il futuro. E anche tra chi ha già pianificato acquisti c’ è maggiore cautela: il 47% cercherà soprattutto la convenienza, mentre solo il 27% si avvarrà degli sconti estivi per portare a casa a prezzo ribassato uno o più capi di qualità. Contro i ‘falsi saldi’ arrivano gli avvertimenti delle associazioni consumeristiche, dal Codacons all’ Unc, Unione nazionale consumatori, avvertono di confrontare i prezzi, di controllare lo scontrino, di diffidare dagli sconti esagerati. E comunque i prodotti difettosi, seppur ribassati, si possono cambiare ed è quindi consigliato fare attenzione al cartellino del prezzo, che deve essere ben leggibile. Per evitare brutte sorprese. “È oramai evidente a tutti – attacca il Codacons – come i saldi di fine stagione siano obsoleti. Si tratta di una pratica ‘medievale’ che ha perso appeal tra i consumatori, come dimostrano i dati tragici sulle vendite degli ultimi anni. A determinare la morte dei saldi, oltre alla crisi economica, l’ avvento del commercio online, che consente agli utenti di acquistare tutto l’ anno prodotti scontati, senza limiti temporali. È quanto mai necessario rivedere la legge sugli sconti di fine stagione, liberalizzando il settore e lasciando maggiore libertà di scelta ai commercianti.” la.ca.

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