30 Giugno 2017

Tutte le querele per piazza San Carlo Rischiano anche prefetto e questore

TORINO Non solo quello della sindaca Chiara Appendino, ma anche i nomi di questore e prefetto di Torino compaiono in alcune querele depositate in Procura dopo il tre giugno da persone rimaste ferite nella notte di piazza San Carlo. Proprio per una di queste denunce, sebbene come «atto dovuto», il nome della prima cittadina è finito nel registro degli indagati. Le vittime chiedono giustizia, individuando come «responsabili delle lesioni» riportate i «vertici» della città che, secondo chi ha presentato la denuncia, avrebbero potuto e dovuto evitare il ferimento di 1.527 tifosi e la morte di Erika Pioletti, la 38enne di Domodossola rimasta travolta dall’ onda. Per quanto riguarda la sindaca tra le querele finite sulle scrivanie dell’ aggiunto Vincenzo Pacileo e del sostituto Antonio Rinaudo, ce n’ è almeno una in cui viene contestato, oltre alle lesioni, un altro reato: il delitto colposo di danno, previsto dall’ articolo 449 del nostro codice penale per «chiunque cagiona per colpa un incendio o un altro disastro». Quel che accadde quel sabato sera nella piazza più elegante di Torino è considerato da molti non una composizione di incidenti. Ma una tragedia collettiva. Che avrebbe provocato danni non soltanto fisici, ma anche psichici. Nello studio legale Ambrosio e Commodo sono già stati raccolti 80 casi di vittime che intendono chiedere risarcimenti al Comune di Torino. Molti di questi lamentano i cosiddetti «danni che non si vedono»: ansia, attacchi di panico, disturbi del sonno. Quella folla in corsa che travolse tutto al grido di «attentato, attentato», si è trasformata in un segno indelebile che rivive nella mente di molti torinesi. Tiziana Sorriento del Codacons, che ha depositato un esposto lo scorso 5 giugno contro comune, questura e prefettura annuncia: «Siamo centinaia». E mentre il procuratore Armando Spataro ribadisce che nel caso «in cui pervengano all’ ufficio querele da parte di privati, l’ iscrizione dei querelati nel predetto registro costituisce atto dovuto», aggiungendo che «allo stato non sono previsti interrogatori di persone che rivestono pubblici uffici», ieri mattina è stata consegnata al Palagiustizia l’ ultima querela. L’ ha firmata Pietro Raffaele Pugliese, è calabrese e ha 39 anni. Attraverso l’ avvocato Stefano Gubernati, ha individuato tra i responsabili della rottura del suo femore il questore Angelo Sanna e il prefetto Renato Saccone. «Si trovava nell’ unica uscita-imbuto della piazza quando è successo il macello – spiega il suo legale – poi è stato travolto in mezzo ai vetri. Come enti chiamati a rispondere delle lesioni colpose abbiamo individuato sindaco, questore, prefetto e Turismo Torino». Di quest’ ultima, la società partecipata indicata dal Comune come organizzatrice dell’ evento, sono indagati il presidente Maurizio Montagnese e Danilo Bessone, difesi dagli avvocati Fulvio Gianaria e Anna Ronfani. Sarebbero stati entrambi responsabili dell’ allestimento del palco, montato in mezzo alle chiese gemelle. Un posizionamento a rischio, secondo alcuni, perché avrebbe bloccato una preziosa via di fuga. Ma c’ è anche chi si chiede: perché la prefettura, attraverso la commissione di vigilanza, non diede, dopo l’ ultimo sopralluogo, disposizioni diverse? E ancora, c’ è chi sottolinea come sarebbe spettato al questore gestire la sicurezza della serata. Dopo le 17 la polizia avrebbe montato 35 transenne intorno alla piazza, trasformandola, secondo qualcuno, in «una trappola per topi». Quando arriveranno le consulenze tecniche ordinate dalla Digos, i magistrati si riuniranno intorno a un tavolo per valutare le singole posizioni.
elisa sola

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