29 Giugno 2017

«Abbiamo denunciato l’ amministrazione: è responsabile»

TORINO. Una donna morta. Oltre mille e 500 feriti. Una montagna di querele, che si trasformeranno in altrettante citazioni per danni. «Il mio cliente ha riportato la frattura di un femore» spiega l’ avvocato Stefano Gubernati, tra i primi a portare la querela in procura. E soprattutto fra i legali che hanno indicato come possibili responsabili dei ferimenti i vertici di Comune, prefettura, questura e organizzatori della manifestazione. «È andato a vedere la partita, ha superato il varco senza particolari controlli, confidava che avrebbe potuto mettersi al sicuro nell’ eventualità che fosse accaduto qualcosa». Non è stato così. L’ ondata di folla in preda al panico lo ha travolto. «Si è preoccupato del bambino, dell’ anziana che era con loro», spiega l’ avvocato. L’ uomo è stato travolto, come molti altri. Le loro querele arriveranno alla spicciolata. Ma c’ è anche qualcuno che punta a raggrupparle. Come lo studio legale Ambrosio e Commodo, di Torino. «Dobbiamo specificare che noi trattiamo soltanto lesioni di un certo tipo spiega l’ avvocato Gino Domenico Arnone -. Nell’ elenco non ci sono e non ci saranno persone che si sono tagliate leggermente o sbucciate le ginocchia ma soggetti che si sono rotti braccia, gambe o che rischiano anche lesioni permanenti». Una scelta. C’ è anche, però, chi ha altri obiettivi. Come il Codacons, che ha portato in procura la «nomina di parte offesa con richiesta di estensione delle indagini». «Le persone sono fuggite senza sapere quale fosse il motivo. Nessuno ha dato informazioni, la gente ha creduto che fosse un attentato. Questo ha di certo contribuito a complicare la situazione», spiega l’ avvocato Tiziana Sorriento, legale del Codacons a Torino. In poche ore, l’ associazione di consumatori aveva già raccolto decine di telefonate di «persone perplesse riguardo all’ organizzazione dell’ evento», aggiunge l’ avvocato. E ancora: «Nessuno ha dato informazioni, la gente ha creduto che fosse un attentato. Questo ha di certo contribuito a complicare la situazione». Di qui, la decisione di chiedere un’«estensione delle indagini anche e soprattutto a carico degli organizzatori, del Comune, del prefetto, del questore, del comando dei vigili urbani, delle autorità responsabili della sicurezza». Nel documento consegnato in procura, Codacons stigmatizza le modalità di organizzazione della manifestazione: «Sembrerebbe l’ ennesima dimostrazione dell’ incapacità dell’ Amministrazione a fronteggiare eventi di questo tipo ponendosi seri interrogativi».

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