28 Giugno 2017

Bpv, in 27 ci hanno rimesso i risparmi

 

 

ROVERETO Sono 27 i lagarini che ci hanno rimesso i risparmi, investendoli in fondi e pacchetti azionari legati alla Banca Popolare di Vicenza, e che ora chiedono giustizia attraverso il Codacons. Purtroppo solo alcuni di loro hanno speranza di vedersi risarcire qualcosa di più delle quote minime previste dalla legge. «Si tratta di persone del ceto medio, non investitori abituali. Gente che avendo dei risparmi e potendosi permettere di attendere avevano scelto, su consiglio della banca, di investirli» spiega Gloria Canestrini dell’ ufficio legale del Codacons. «Per nutrire delle speranze in sede civile non essere investitori abituali è una delle due condizioni fondamentali. L’ altra è la carenze nell’ informativa legata al rischio». Ed è proprio qui che casca l’ asino: in alcuni casi, spiega il Codacons, «sono stati sottoposti alla firma, presentati dal personale della banca come “vuote formule burocratiche”, come “semplici formalità, delle vere e proprie clausole di consapevolezza. In sostanza, l’ investitore firmava, del tutto inconsapevole, una dichiarazione in cui affermava la volontà dell’ acquisto del prodotto finanziario “malgrado la banca lo avesse sconsigliato”. Purtroppo in questi casi fa fede la prova documentale, e per chi ha firmato non resta che attendere le quote offerte dalla banca per chiudere la vicenda. Per altri invece, che non hanno firmato l’ informativa, le speranze sono superiori e infatti molti sono già in causa». In media, i 27 investitori roveretani e lagarini hanno investito circa 25 mila euro a testa, all’ interno di una forbice che va dai 7-8 mila euro a oltre 100 mila. Secondo il Codacons, la banca avrebbe mantenuto un comportamento scorretto anche una volta scoppiato il bubbone finanziario. «Alcuni investitori, consci del rischio di perdere i propri risparmi, avevano ordinato la vendita dei titoli. Di ciò esistono mail e ampia documentazione che prova la volontà dell0jnvestotore, a quella data, di liberarsi dei titoli scoperti come “tossici”. A queste richieste il personale della Bpv ha risposto con formule dilatorie. “Il mercato è fluido”, “si vedrà il prossimo mese” e così via, cercando di prendere tempo ma facendo così perdere i risparmi ai clienti». Se il lato penale è ancora in alto mare, sul civile si stanno muovendo in parecchi, ora in attesa che il tribunale di Rovereto fissi la data della prima udienza. (gi.l.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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