Cemento depotenziato sulla 106?
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
di TERESA ALOI CATANZARO – Un bel cartello giallo e nero vieta l’ ingresso allo svincolo Catanzaro ovest e di conseguenza alla circolazione stradale. Lì dove quel cartello blocca l’ accesso c’ è l’ uscita più importante (lo svincolo 6 della corsia sud) della intera statale 106, per intenderci quella che immette nell’ arteria che porta alla Cittadella regionale, all’ Università, al Policlinico del capoluogo e permette l’ immissione sulla Strada dei due mari che collega il capoluogo al lametino. E ora è interdetto al traffico. Non c’ è pace per la Statale 106 “Var/A” dopo l’ ultimo episodio, sabato scorso, che ha riguardato la rampa dello svincolo di Germa neto in uscita dalla carreggiata in direzione Taranto verso Catanzaro, dove si è registrato un ulteriore cedimento, con relativa com promissione, del muro di contenimento della rampa stessa. Senza dimenticare che il tratto, in corrispondenza del km 8,400, era stato già totalmente interdetto alla circolazione lo scorso 26 maggio, a seguito di alcuni segnali di cedimento, ed erano già in corso di esecuzione gli interventi per ripristinarne la funzionalità da parte di Anas e dell’ impresa esecutrice dei lavori. Ieri, la procura di Catanzaro ha acquisito nuovi documenti: il sospetto peraltro supportato dall’ ultimo cedimento, potrebbe riguardare l’ uso di cemento depotenziato, vale a dire meno resistente di quanto previsto nei capitolati di sicurezza e di appalto nella realizzazione delle opere. E dunque non sicuro. La Guardia di finanza ha sentito di versi imprenditori e personale che hanno lavorato nei cantieri della statale 106 soprattutto nel tratto tra Simeri e Copanello. E per non farsi mancare nulla una serie di altri svincoli è sottoposta ad alcune limitazioni del traffico pesante: possono accedervi solo autovetture. Il che, insieme al cedimento, potrebbe avvalorare il sospetto che la strada possa non sopportare carichi pesanti. Ora spetta alla Procura catanzarese, che ha già aperto un’ indagine, a far luce sulla esecuzione di lavori appaltati dall’ Anas per diverse centinaia di milioni per una strada che sin dall’ inizio ha mostrato parte della sua fragilità. Bisognerà verificare se l’ Anas ha rispettato il capitolato d’ appalto, protocolli e convenzioni che mirano a garantire la qualità ai lavori. E se la Regione Calabria ha controllato sulla esecuzione dei lavori. Lo chiedono i cittadini, tutti quegli automobilisti che quella strada la percorrono quotidianamente e lo vorrebbero fare in tutta sicurezza e tranquillità. Lo ha chiesto il Codacons che ha deciso di presentare un esposto denuncia in cui chiede, espressamente, che la Procura di Catanzaro deve «procedere per attentato alla sicurezza dei trasporti» dopo il crollo del muro di contenimento della rampa. «Si tratta di un incidente gravissimo – ha sostenuto il presidente regionale del Coda cons, Francesco Di Lieto – È inaccettabile che ponti e viadotti, tra l’ altro nuovi di zecca, crollino con una frequenza tale da rappresentare un pericolo per l’ incolumità degli utenti delle strade. La magistratura deve chiarire le responsabilità dietro questi crolli, così frequenti da destare seri dubbi sulla qualità dell’ opera».
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