17 Giugno 2017

Nosiglia: «giudizio severo» per la morte di Erika

TORINO Grande dolore, un «marchio che pesa nella nostra coscienza di cittadini». Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha usato queste parole ieri mattina quando alle 8.16 ha diffuso una nota sulla morte di Erika Pioletti avvenuta qualche ora prima. La giovane donna è morta alle 21.56 di giovedì per gli effetti dell’ infarto da schiacciamento che l’ aveva colpita il 3 giugno, travolta dall’ ondata di panico scatenatasi in piazza San Carlo dopo la partita Juventus-Real Madrid. Nosiglia non ha usato mezzi termini: «La morte di Erika aggrava ancora più profondamente lo scoramento del nostro animo, ma anche il giudizio già severo formulato dopo quanto è accaduto a piazza San Carlo. La ferita al cuore stesso della città resterà come un marchio che pesa sulla nostra coscienza di cittadini e su quanti sono stati la causa diretta o indiretta degli assurdi incidenti». Oltre alla preghiera, l’ arcivescovo di Torino ha precisato: «Oggi comunque non è tempo di sterili polemiche o accuse o promesse che la cosa non accadrà più. L’ inchiesta avviata farà il suo corso e trarrà le conseguenze in ordine alle gravi responsabilità di ciascuno». Proprio sulla ricerca della chiarezza e delle responsabilità è adesso puntata l’ attenzione di tutta la città. La morte di Erika trasforma prima di tutto l’ ipotesi di reato in omicidio colposo (finora si procedeva solo per lesioni colpose plurime gravi e gravissime). La Digos continua a indagare, l’ attenzione viene posta su sospette esalazioni provenienti dal parcheggio sottostante la piazza. Ed è stata disposta anche l’ autopsia sul corpo di Erika. Sempre nell’ ambito delle indagini Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ha chiesto che la «procura proceda per concorso in omicidio con dolo eventuale ». Secondo Rienzi, «le tante carenze sul fronte della sicurezza in piazza San Carlo hanno di fatto reso probabile il verificarsi di incidenti anche gravi». Intanto alla Camera il sottosegretario agli Interni, Domenico Manzione, rispondendo a un’ interrogazione della deputata Pd Silvia Fregolent e riferendosi alla situazione della piazza il 3 giugno scorso, ha parlato di un servizio di sicurezza organizzato secondo uno «standard consolidato»; affermazioni che non hanno accontentato la Fregolent, che invece ha parlato di «evidenti falle nella sicurezza ». A Torino la sindaca Chiara Appendino, che ieri mattina ha subito incontrato i familiari di Erika, ha fatto porre a mezz’ asta tutte le bandiere degli edifici comunali e ha dichiarato per lunedì il lutto cittadino. In Consiglio comunale è stata invece formalizzata la richiesta di annullare le celebrazioni di San Giovanni il 24 giugno prossimo. RIPRODUZIONE RISERVATA Erika Pioletti, 38 anni.
andrea zaghi

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