Lunedì la città si ferma per Erika tra cordoglio e voglia di giustizia
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fonte:
- La Stampa
negli ospedali della città ancora quattro ricoverati ma stanno migliorando
Lunedì Torino si fermerà per ricordare Erika Pioletti, la giovane donna di Domodossola che giovedì sera si è spenta nel reparto di rianimazione dell’ ospedale San Giovanni Bosco dopo essere stata travolta e schiacciata in piazza San Carlo dalla folla impazzita di terrore: dodici giorni di agonia condivisa dalla sua famiglia e dai suoi cari. La decisione è stata annunciata dal presidente del Consiglio comunale, Fabio Versaci, alla conferenza dei capigruppo. Il lutto cittadino, annunciato dal Comune, ha raggiunto una città tramortita – «ferita al cuore», come ha detto l’ arcivescovo Cesare Nosiglia – da una tragedia che aggrava il bilancio già pesante di quel maledetto sabato, il sabato della finale di Champions, trasformandolo in uno spartiacque: 1.527 coloro che hanno dovuto farsi medicare nei pronto soccorso. Ad oggi sono ancora quattro i ricoverati, in condizioni variabili, tra Molinette, Mauriziano e San Giovanni. Francesca Marino, la ragazza di 26 anni assistita alle Molinette, ha lasciato la rianimazione universitaria per il reparto di degenza: fortunatamente è in ripresa. «No, non ricorda nulla di quella sera», tagliava corto ieri uno dei famigliari. Di risarcimenti, per ora, non vogliono parlare: «Un passo alla volta, prima di tutto conta il recupero della salute». «Dopo giorni di ansia e paura siamo usciti da un incubo ed ora la strada del recupero anche se relativamente lunga è in discesa», scrive su Facebook Andrea Marino ringraziando quanti sono stati vicini alla famiglia. Una buona notizia, quella di Francesca, che rende ancora più dolorosa la perdita di Erika: morta in una serata che avrebbe dovuto essere all’ insegna dello svago, e della spensieratezza. Unanime il cordoglio delle istituzioni e degli esponenti pubblici, ai vari livelli. «Ogni parola sarebbe superflua, posso solo esprimere le più sincere condoglianze mie e di tutta la Città», ha detto la sindaca Chiara Appendino. Sergio Chiamparino, presidente della Regione, parla di «incomprensibile tragedia»: «Quanto è successo ci lascia ancora sgomenti, confidiamo che le indagini facciano chiarezza al più presto». Anche Matteo Renzi, segretario del Pd, si è unito al cordoglio: «Vorrei che arrivassero le condoglianze di tutti noi, senza eccezione alcuna, alla famiglia di Erika». E poi c’ è la Juventus. La società bianconera in un messaggio pubblicato sul sito esprime cordoglio e vicinanza alla famiglia della vittima: «I fatti della sera del 3 giugno sono nel cuore di tutti i dirigenti, i tesserati, i dipendenti della Società che si uniscono al dolore della Città». Per Massimo Allegri, l’ allenatore della squadra «morire così è davvero assurdo, non ci sono parole. Adesso, dopo la morte di Erika, la Procura di Torino indaga anche per omicidio colposo: il reato si aggiunge a quello di lesioni aggravate plurime ipotizzato subito dopo la bolgia scoppiata in piazza San Carlo. Ieri mattina i magistrati hanno bloccato l’ espianto degli organi e disposto l’ autopsia sul corpo della donna, che per volontà della famiglia verrà cremato. La magistratura prosegue l’ analisi della documentazione acquisita negli uffici degli enti organizzatori dell’ evento e nelle sedi delle istituzioni che avrebbero dovuto garantire la sicurezza. In una nota il procuratore capo di Torino, Armando Spataro, scrive che «in data odierna (ndr: ieri per chi legge) sarà conferito incarico di consulenza tecnica per accertare le cause della morte della signora Pioletti». Il Codacons chiede che i responsabili vengano puniti. Aumentano le richieste di risarcimento da parte dei feriti: tagliati, contusi, traumatizzati anche sotto il profilo psicologico. BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI.
alessandro mondo
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