15 Giugno 2017

Camion o kamikaze i “rischi calcolati” per piazza San Carlo

l’ ordinanza della questura è ora nel fascicolo dei pm niente divieti sul vetro, ma “l’ amiat tolga le bottiglie”
FEDERICA CRAVERO SI ERA immaginato che il pericolo in piazza San Carlo, per la proiezione sul maxischermo della finale di Champions League, potesse arrivare con un attacco dall’ esterno e per questo erano state impartite tutte le disposizioni necessarie: posizionamento delle transenne fornite dal Comune, che dovevano arrivare entro le 7 di sabato mattina, numero degli agenti (dotati di metal detector) a presidio dei 5 varchi, chiusura dei passaggi pedonali del parcheggio sotterraneo a partire dalle 13, bonifica delle buche delle lettere, rimozione dei déhors… E si era pensato che, oltre all’ ingresso delle persone, si dovesse prestare attenzione anche all’ uscita, tanto che nell’ ordinanza numero 1678 – firmata il 2 giugno dal questore Angelo Sanna, che dispone «servizi di vigilanza, ordine e sicurezza pubblica» per Juventus-Real Madrid – si legge: «Nel richiamare le modalità degli attentati occorsi a Nizza il 14 luglio 2016 e a Berlino il 19 dicembre 2016, mediante l’ utilizzo di un automezzo pesante che ha travolto le persone radunate per i festeggiamenti della festa nazionale e per i mercati di Natale, si segnala anche quanto accaduto a Manchester il 22 maggio 2017, quando l’ attentatore si è infiltrato nel flusso delle persone in uscita dal luogo dell’ evento, particolare attenzione dovrà essere prestata a tale eventualità, adottando ogni cautela necessaria anche in relazione ai flussi di persone in uscita ». Ma sarà l’ indagine della procura a stabilire – alla luce dei 1527 feriti, di cui alcuni gravissimi – se siano stati valutati correttamente i rischi che derivano dalla presenza di trentamila persone radunate in una piazza o se vi sia stata qualche carenza nell’ esecuzione dei piani previsti. Per questo l’ ordinanza emanata dalla questura alla vigilia dell’ evento è uno dei documenti, uno dei più importanti, che compongono la relazione consegnata dalla Digos ai pm Vincenzo Pacileo e Antonio Rinaudo che coordinano l’ inchiesta per lesioni personali plurime contro ignoti. Le indagini, oltre a cercare la causa scatenante del panico che ha creato la fuga disordinata della folla, dovranno anche ricostruire le responsabilità relative all’ organizzazione e alla gestione dell’ evento: Oltre a decine di testimonianze già finite agli atti e alle richieste di risarcimento per danni morali raccolte dal Codacons, ad integrare il fascicolo arriveranno gli interrogatori di persone – funzionari e probabilmente anche vertici dei vari enti – sentiti come persone informate sui fatti. Un aiuto alla ricostruzione della catena di comando della serata potrebbe arrivare anche dall’ analisi dei tabulati telefonici, che potrebbe accertare per esempio lo scambio di chiamate che secondo alcune testimonianze ci sarebbe stato con l’ Amiat per richiedere di intervenire durante la serata. Nell’ ordinanza del questore era infatti previsto che, oltre alla bonifica dei cestini, gli operatori ecologici provvedessero alla pulizia dell’ area «prima, durante e dopo lo svolgimento degli eventi, con particolare riferimento alla raccolta di bottiglie di vetro», proprio quelle che, rompendosi in un tappeto di cocci sotto il peso della folla, hanno provocato il maggior numero di feriti. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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