Formiche in corsia, ira del ministro «È indegno per un paese civile»
tre inchieste sul caso di napoli. ospedale al setaccio del nas
NAPOLI TRE INCHIESTE aperte sulla vicenda della paziente lasciata a dormire in un letto invaso dalle formiche. La prima è quella disposta dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha spedito il Nas all’ ospedale San Paolo di Napoli. «Una cosa veramente indegna», commenta. Le responsabilità dovrebbero essere accertate in tempi rapidi da un’ apposita task force di carabinieri e 007 del ministero. La seconda inchiesta è quella disposta dal direttore sanitario del nosocomo, Vito Rago, che ha avviato una «indagine interna per attribuire le dovute responsabilità». La terza è quella della procura di Napoli dopo che il Codacons ha presentato ieri un esposto. «È INDISPENSABILE che la procura accerti le responsabilità verificando il ruolo delle istituzioni, dal ministero della Salute alla Regione Campania, alle istituzioni locali e alla stessa struttura ospedaliera, ai medici operanti al suo interno e a tutto il personale», scrive il coordinamento per la tutela dei diritti di utenti e consumatori. Il giorno dopo lo scandalo delle formiche, il San Paolo resta blindato anche ai parenti dei degenti. In mattinata arriva il governatore Vincenzo De Luca dà la sua spiegazione sull’ infestazione di formiche sul letto della malcapitata operata all’ anca: «Mi hanno spiegato – dice il governatore – che il problema si determina quando ci sono pazienti alimentati con sacche nutrizionali zuccherine. La signora in questione è arrivata che era quasi in fin di vita, è stata curata». De Luca si guarda intorno e vede operai e giardinieri al lavoro: «Si stanno facendo dei lavori per l’ impianto dell’ ossigeno e ci sono rami che sporgono dal balcone». Poi si accalora: «La sanità campana è un disastro, stiamo lavorando per bonificare un settore con tanti punti di eccellenze, ma che per decenni è stata al servizio della politica politicante, inquinata da camorristi e da affaristi di ogni tipo». DE LUCA giustifica l’ infestazione alludendo a flebo di glucosio, rami che arrivano fin dentro le finestre dell’ ospedale. Altri ancora, come il direttore sanitario, danno una versione più articolata: «Le formiche provengono da un testaletto rotto, che abbiamo già sostituito. Provenivano da lì. Dovremmo sfondare i muri coi picconi per capire da dove passano. Qui al San Paolo – aggiunge – ci sono solo formiche. Al San Giovanni Bosco (dove era in precedenza, ndr) abbiamo i topi, e pure le colonie di gatti. I cani randagi sono in giro dappertutto. Gli scarafaggi? Potrebbero uscire fuori, perché Napoli in questo periodo è invasa dalle blatte». Perciò la sua conclusione è questa. «Ho interrotto i ricoveri e ho ordinato una bonifica generale, una disinfestazione totale». «Non ho alcuna responsabilità – aggiunge Rago – non mi dimetto, e poi non servirebbe». E aggiunge- «Io non caccio nessuno, i problemi non si risolvono facendo rotolare delle teste. Io voglio risolvere il problema, la mia missione è sconfiggere le formiche, non punire i responsabili. E poi responsabili di cosa? Le formiche sono venute dall’ esterno, entrate nella stanza, salite sul letto». IL FATTO è che già cinque anni fa, nel settembre 2012, al San Paolo c’ era l’ assedio delle formiche e non fu fatto nulla. I pazienti di urologia denunciarono l’ invasione del formicaio. E già allora si scoprì che non era un fatto isolato: qualche mese prima gli attivisti dell’ associazione Salute & Ambiente avevano denunciato la presenza di formiche nella sala gessi, in ortopedia.
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