Formiche nel letto, arrivano i Nas
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fonte:
- Cronache di Napoli
la procura ha aperto un’ inchiesta. esposto del codacons e denuncia dei sindacati: restituire decoro al presidio -596 giorni “in due anni la campania sarà la prima regione d’ italia nella sanità” vincenzo de luca, 30.01.17 ieri mattina l’ invio sul posto dei carabinieri del nucleo anti sofisticazioni
NAPOLI (gr) – Formiche nei reparti dell’ ospedale San Paolo: ieri mattina i Nas si sono presentati per un sopralluogo e per effettuare verifiche nel reparto della vergogna. Parallelamente sono partite le indagini della Procura di Napoli, sollecitata anche da un apposito esposto presentato dal Codacons. Il ministro Beatrice Lorenzin ha disposto ad horas (dopo anni che sono beatamente trascorsi senza che nessuno muovesse un dito) un’ ispezione. Insomma dopo la foto -scandalo che ha fatto il giro della nazione, è deflagrata ieri in tutto il suo splendore la spettacolarizzazione politica dell’ evento. Intanto alla signora immortalata nella foto shock nessuno ha chiesto scusa. Tutti al contrario si stanno dando un gran da fare per limitare i danni o per acquisire visibilità politica. Il gioco è conosciuto: prima si accendono i riflettori e poi, quando la brutta figura è già assodata, partono gli interventi di riparazione. Eppure, come lo stesso direttore sanitario Vito Rago ha ammesso ieri ai microfoni di Raiuno (‘La vita in diretta’, trasmissione nel corso della quale è stata ascoltata la testimonianza di un giornalista di Cronache, Gennaro Scala), lo stato in cui versa l’ ospedale San Paolo di Napoli è critico da anni: “Io sono arrivato da venti giorni (naturalmente, ndr.) e ho già iniziato a prendere provvedimenti. E’ una situazione sconvolgente anche per me. Ora partirà un’ indagine interna”. Ieri mattina in corsia sono arrivati i carabinieri del Nas e gli ispettori del ministero della Salute. E sono arrivati pure i tecnici per un primo sopralluogo propedeutico alla partenza dei lavori di bonifica all’ interno e all’ esterno della struttura. E sono arrivati anche i “politici”, per dire che è colpa degli altri e che ora grazie al loro interessamento il problema sarà risolto. Il consigliere regionale dei Verdi Francesco Emilio Borrelli ha organizzato un flash mob di fronte alla struttura. Tutti, ognuno per la sua parte, hanno quindi fatto quello che per anni nessuno si è sognato di fare. Oggi scendono in campo anche i sindacati, ad annunciare stati di agitazione e a sollecitare le istituzioni. La morale è che in Italia (o quantomeno a Napoli) nulla si muove a meno che non si arrivi allo stato emergenziale: fino ad allora stringere i denti e sopportare. Ecco la ricetta ‘rivoluzionaria’ proposta dal sindacato Fp Cgil Napoli: “Individuare nel più breve tempo possibile eventuali responsabilità e ripristinare l’ immagine decorosa dell’ ospedale e di tutta l’ Asl Napoli 1. La drammaticità di questa immagine, l’ odissea dei tanti pazienti in barella, l’ angoscia per le lunghe liste di attesa e i mortificanti viaggi della speranza contraddicono la narrazione mediatica sulla Sanità in Campania e impongono una reazione congiunta dei lavoratori e dei cittadini. Non c’ è più tempo da perdere, è ora di dire basta, è ora di gridare la nostra indignazione… La Fp Cgil è da tempo impegnata a creare un patto di azione tra cittadini e lavoratori attraverso la promozione di ‘Comitati per la difesa del diritto costituzionale alla salute e per la trasparenza in sanità’ per creare le condizioni affinché si realizzi un confronto sul sistema salute considerato che le decisioni assunte in tale settore investono le attese e i diritti costituzionali dei cittadini e le concrete condizioni di lavoro degli operatori.
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