13 Giugno 2017

Basta bivaccare nelle fontane D’ ora in poi scatta la multa

 

 

TIZIANA LAPELOSA Un immigrato che nella storica fontana del giardino di Colle Oppio, a due passi dal Colosseo – mica in una zona sperduta -, adagiati i vestiti sul muretto e rimasto in mutande, entra in acqua, incurante di tutto e di tutti, bambini compresi, e si lava i denti. Sì, i denti. Qualcuno ironizza: caspita, non aveva il dentifricio. È il 28 maggio. «Che freschezza», pensa due giorni dopo un altro immigrato con l’ acqua della fontana dei Catecumeni, Rione Monti, fino al collo. Vuoi mettere il piacere di un bagno in una “vasca” del 1580? Del resto la gioia si legge in faccia all’ immigrato che, beato, si rilassa nella storia. Ecco le due istantanee – ma ci riferiamo soltanto a quelle che hanno a che fare con l’ acqua – che traducono quale sia il livello di degrado di Roma, capitale d’ Italia. Due casi senza nessun vigile a staccare multe, come è invece avvenuto per il turista spagnolo che, ad aprile, forse immaginando di rivivere La Dolce Vita di felliniana memoria, non ha resistito al richiamo di un tuffo nella Fontana di Trevi beccandosi poi una multa di 450 euro. Pochi giorni prima era toccato ad un ragazzo, italiano, che per sbollentarsi dai suoi calori ci si era immerso nudo. Insomma, tra «risorse» (così come chiama gli immigrati la presidente della Camera Laura Boldrini) che scambiano monumenti storici per bagni e turisti (italiani compresi) che la civiltà e la cosa pubblica non sanno cosa sia, non se ne può più, avrà pensato la sindaca Virginia Raggi. Che ieri ne ha fatto una buona. Chissà se perché stanca delle critiche o per dare un segnale “stellato” dopo la batosta elettorale dei Cinquestelle alle Amministrative (si parla di effetto-Raggi), ha firmato l’ ordinanza “anti-bivacco” e “salva-fontane”. Vietato mangiare, fare il bagno, arrampicarsi o sedersi sui marmi, versare liquidi e gettare oggetti ad eccezione delle monetine (sui soldi, si sa, non si guarda in faccia a nessuno), lavare animali, indumenti, fare bere animali. La “rieducazione” sarà valida fino al 31 ottobre e i trasgressori saranno multati fino a 240 euro. Quindici le fontane sotto controllo, tra queste Trevi, la Barcaccia in piazza di Spagna (distrutta nel 2015 dai “civilissimi” tifosi olandesi a Roma per la partita Roma-Fayernood; più di un milione di danni), la fontana di Piazza Navona, quella di piazza della Repubblica e del Tritone in piazza Barberini. «La bellezza di Roma deve essere rispettata da tutti», ha detto la Raggi via Facebook, «non tolleriamo episodi contrari alle regole di decoro urbano e vogliamo tutelare il patrimonio storico, artistico e archeologico di Roma». Giusto, giustissimo, meglio di niente. Ma i dubbi restano: nel caso degli immigrati, ad esempio, chi paga? Nel caso dei turisti mordi e fuggi che, incassato il verbale volano nei propri paesi, come ci si comporta? E poi, come si chiede il Codacons, riusciranno i vigili a tenere tutto sotto controllo? «L’ ordinanza non potrà essere applicata», spiega il presidente Carlo Rienzi, «servirebbe un dispiegamento di agenti delle forze dell’ ordine presso tutte le fontane storiche della città, risorse di cui la capitale non dispone». «Scorrendo l’ ordinanza», lamenta Fabrizio Santori, consigliere regionale FdI, «notiamo che nell’ elenco sono rimaste escluse le fontane della Ville Storiche (diventate piscine per gli alunni a fine anno scolastico, ndr). Sorprende una tale dimenticanza». In attesa di un sussulto di civiltà, a fine ottobre faremo i conti. riproduzione riservata Un immigrato si lava i denti al parco di Colle Oppio.

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