13 Giugno 2017

Fontane, turisti scatenati «Non ci ferma una multa»

il gran caldo spinge le persone in acqua scatta l’ ordinanza, ma nessun controllo il codacons scettico sulle sanzioni: «il sistema è di difficile applicazione»
IL DEGRADO La testa sotto l’ acqua per rinfrescarsi. Un pediluvio per rilassarsi dopo una passeggiata. Una guerra di schizzi per divertirsi, a scuola finita. O, più semplicemente, una rapida immersione – il tempo di togliersi le scarpe e bagnarsi fino alla caviglia, per un selfie diverso. Addirittura bambini, troppo piccoli per tuffarsi da soli, presi in braccio da mamma e papà e fatti sgambettare nelle vasche monumentali come fossero piscine, per avere una foto da rivedere fieri anche da grandi. Queste – e molte altre – ieri le scene intorno e, soprattutto, dentro alle fontane del centro storico. Proprio mentre il Campidoglio annunciava la firma dell’ ordinanza per tutelare le fontane di interesse storico-artistico, tra divieti e multe salate, fino a 240 euro. LE PERPLESSITÀ I divieti ora ci sono, i trasgressori non sono mai mancati. A servire saranno i controlli, o meglio ancora i presìdi. Ed è proprio su questo punto che, a poche ore dall’ annuncio del provvedimento, si sono concentrate le prime critiche sulla sua efficacia. «L’ ordinanza è giusta in linea di principio – commenta l’ avvocato Carlo Rienzi, presidente Codacons – ma impossibile da far rispettare per due motivi. Il primo è che servirebbe un dispiegamento di agenti delle forze dell’ ordine presso tutte le fontane storiche della città, risorse di cui la Capitale non dispone, tanto è vero che solo poche fontane, le principali, sono oggi presidiate dalla polizia municipale. Il secondo è che, anche in caso di erogazione della sanzione da 240 euro, sarà estremamente difficoltoso se non impossibile procedere alla reale riscossione della multa nei confronti dei turisti che risiedono all’ estero e che certamente, una volta rientrati in patria, non onoreranno il debito». E d’ altronde, basta fare un tour delle fontane più belle della città per rendersi conto della situazione. Fontana di Trevi si conferma lo scenario più ambito. A tentare non è più l’ immagine felliniana della Dolce Vita, bensì la lunga cronaca di bravate, diffuse sui social, degli ultimi anni e perfino mesi. Il 4 maggio scorso a concedersi una nuotata nella vasca monumentale è stata una visitatrice danese di 25 anni, che si è immersa alle 19.30, in slip e canottiera trasparente, ben felice di sguardi e flash degli altri turisti. Denuncia e multa per lei. Stesso trattamento riservato qualche giorno prima, il 25 aprile, a una sessantenne tedesca, entrata in acqua vestita alle 10 del mattino. Il 12 del medesimo mese era stato il turno di un italiano che ha ben pensato di immergersi completamente nudo. Quelle immagini hanno fatto il giro del mondo. I PRECEDENTI Intorno alla fontana dell’ Ara Pacis, all’ ora di pranzo, è difficile trovare spazio per sedersi. Il bivacco è sulle scale, dove molti si fermano a mangiare. Più ambiti i posti a bordo vasca dove tanti immergono le gambe stanche, altri fanno giocare i bambini e altri ancora fanno rinfrescare i cani. «Una multa? – dice un turista – non ne sappiamo niente. Non ci fermiamo per questo. In fondo prendiamo solo un po’ di fresco». In piazza del Popolo la fontana è diventata una sorta di luna park: ci si siede a cavalcioni dei leoni e ci si bagna. Tuffi anche in piazza Navona lo scorso 21 maggio. Pochi giorni dopo, il 27, è stata una coppia di sposi, appena usciti dalla chiesa, a immergersi al Fontanone del Gianicolo per arricchire il book delle nozze con uno scatto speciale. Così la multa rischia di diventare addirittura una sorta di listino prezzi per mettere in conto per chi vuole trasgredire. Intanto, i video corrono su internet, diffondendo la moda. Nonostante divieti e multe. Già la giunta Alemanno, d’ altronde, emanò un’ ordinanza anti-bivacco, con sanzioni fino a 500 euro. Ma i bivacchi non sono finiti. Valeria Arnaldi © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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