>ANSA-FOCUS/ Torino: fari puntati anche su commissione vigilanza
-
fonte:
- Ansa
Procura esamina atti e ruolo. Presto nuova informativa Digos
TORINO
(di Mauro Barletta) (ANSA) – TORINO, 6 GIU – Ci sono tutti, dal prefetto al sindaco all’Asl. E tutti partecipano alle attività di verifica sulle “condizioni di solidità, sicurezza e di igiene” delle manifestazioni pubbliche. E’ la commissione provinciale di vigilanza sugli spettacoli, il cui operato – insieme a quello di tanti altri soggetti – è entrato al vaglio della procura di Torino per i fatti di piazza San Carlo. Tra i feriti, intanto, migliorano le condizioni del piccolo Kelvin, 7 anni, estubato dopo il risveglio dal coma farmacologico, ma continuano a destare preoccupazione quelle di Erika, la trentottenne di Domodossola andata in arresto cardiaco per schiacciamento, e della 63enne ricoverata alle Molinette e sottoposta oggi a un delicato intervento alla colonna vertebrale. Nella mattinata di sabato, come ha riferito la sindaca Chiara Appendino in Consiglio comunale, la commissione eseguì un ultimo sopralluogo e diede agli organizzatori (l’agenzia Turismo Torino) il via libera alla proiezione su maxi schermo della finalissima di Champions League. I magistrati dovranno capire se si trattò di un lavoro svolto a regola d’arte. La commissione provinciale, regolamenti alla mano, è composta da prefetto (o dal viceprefetto), dal questore (o da un vicario), dal sindaco (o da un suo delegato), da un rappresentante dell’Asl, dal comandante dei vigili del fuoco, da un membro dell’ente che per disposizione della Regione svolge la “funzione di genio civile” e dal altri specialisti. L’inchiesta si sta dipanando lungo due direttrici ben distinte. Da un lato si cerca di capire cosa ha scatenato l’improvvisa ondata di panico fra i trentamila della piazza. L’evento misterioso (non si esclude il cattivo odore di una bomboletta spray) che ha portato la gente a ondeggiare e a fare il vuoto attorno a tre o quattro ragazzi: uno dei quali, Davide, di Cinisello Balsamo, ripreso dalle tv mentre allargava le braccia, ha vissuto una indesiderata notorietà prima di chiarire che stava solo tentando di tranquillizzare gli animi. La Digos segue altre piste investigative e presto trasmetterà a Palazzo di Giustizia una seconda informativa dopo quella che ieri ha portato all’apertura di un fascicolo (a carico di ignoti) per lesioni colpose plurime. L’altro fronte è quello delle probabili carenze nella gestione di quella che doveva essere una serata di festa e di sport. Non è chiaro, per esempio, se si sia tenuto conto delle linee-guida per i grandi eventi contenute in una circolare del capo della polizia, Franco Gabrielli. Non aspetta i risultati dell’inchiesta il Codacons, che oggi ha depositato un esposto con la richiesta di indagare su “sindaco, prefetto e forze dell’ordine”, per le “numerose falle sul fronte della sicurezza”. Mentre gli sciacalli del web si divertono a seminare bufale. Gira in rete la falsa notizia dell’arresto di un uomo di cui vengono riportate anche le generalità complete: guarda caso, coincidono con quelle di un ricercatore che tempo addietro ha scritto un libro sulla “disinformazione” nei social network. (ANSA).
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: Chiara Appendino, piazza san carlo, torino
