Appendino: pronti ad assumerci le nostre responsabilità
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- Avvenire
TORINO «Siamo pronti ad assumerci le eventuali responsabilità che dovessero emergere dall’ inchiesta della magistratura ». A dirlo è stata ieri sera la sindaca di Torino, Chiara Appendino, appena terminata un’ altra visita ai feriti di sabato scorso in piazza San Carlo, ancora ricoverati negli ospedali torinesi. «È evidente che qualcosa non ha funzionato», ha detto ancora la prima cittadina che ha aggiunto: «Provo ancora rabbia per quanto accaduto, ma lavoriamo con determinazione per garantire la sicurezza per i prossimi eventi. Torino saprà rialzarsi». È la sintesi di un’ altra giornata torinese ancora convulsa e densa di polemiche, mentre è prevista per oggi la visita a Torino del ministro dell’ Interno Marco Minniti. A quattro giorni dai fatti di piazza San Carlo, la tensione attorno all’ amministrazione del capoluogo piemontese rimane alta. Appendino ha comunque preso atto della richiesta arrivata dalle opposizioni di lasciare la delega alla sicurezza che potrebbe essere affidata all’ attuale Assessore allo Sport, Roberto Finardi. Un’ operazione già prevista, è stato precisato, ma accelerata da quanto è accaduto. Migliorano intanto le condizioni di Kelvin, il bambino di 7 anni ferito sabato sera nella piazza, che è stato risvegliato dal coma farmacologico ma che resta comunque ancora in prognosi riservata. Ieri Kelvin ha ricevuto anche la visita di Isak Nokho, il giovane senegalese che lo ha salvato dalla folla della piazza. Meno positiva la situazione delle altre due donne ricoverate in gravi condizioni. Lotta tra la vita e la morte Erika P., la 38enne di Domodossola che sabato sera è andata in arresto cardiaco per schiacciamento ed è ricoverata in prognosi riservata all’ ospedale San Giovanni Bosco. Gravi ma stabili le condizioni della giovane donna di 26 anni, ricoverata all’ ospedale Molinette di Torino, che però resta intubata e in coma farmacologico per un trauma toracico. La donna di 63 anni, anche lei con traumi per schiacciamento, è invece stata sottoposta ieri pomeriggio ad un’ operazione per stabilizzare la colonna cervicale dopo un peggioramento delle sue condizioni. Dal punto di vista delle indagini non ci sono ancora indagati, rimangono comunque due i filoni di inchiesta: da un lato «lesioni colpose plurime gravi e gravissime», dall’ altro le omissioni che fanno riferimento all’ articolo 40 del codice penale, in base al quale «non impedire un evento che si ha l’ obbligo giuridico di impedire equivale a cagionarlo». I pm vogliono verificare l’ operato delle autorità e quindi fare luce sulle possibili carenze dal punto di vista organizzativo e sulla gestione dell’ evento. Presto la Digos fornirà altre indicazioni alla Procura. Nelle ultime ore, fra l’ altro, è emerso che sarebbe mancato un piano di emergenza predisposto sulla base delle ultime indicazioni emanate dal capo della polizia dopo l’ attentato di Manchester. Intanto, mentre il Codacons ha annunciato ieri il deposito di un esposto e la possibilità di una azione collettiva di risarcimento, infuria ancora la polemica politica. «Non mi sento di condannare la sindaca Appendino perché sabato sera era a Cardiff. Sulla piazza, però, deve esserci una catena di comando che funziona e questo, evidentemente, non è accaduto», ha detto il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che ha suggerito la creazione di una commissione d’ inchiesta. RIPRODUZIONE RISERVATA Torino.
andrea zaghi
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