5 Maggio 2017

Il futuro del lavoro: la quarta rivoluzione industriale

Come prepararsi per affrontare il mondo del lavoro del futuro, tra macchine, algoritmi e Intelligenza Artificiale

Il mondo del lavoro cambierà radicalmente nei prossimi 5-10 anni. Ormai non si tratta più di una supposizione, ma di un dato di fatto confermato da ricerche, sondaggi ed esperti del settore, anche nel contesto dell’appena concluso World Economic Forum di Davos, in Svizzera. Per capire meglio la situazione che stiamo vivendo, l’azienda di recupero dati Recovery Data ha compiuto una ricerca e prodotto un’interessante infografica che potete consultare qui sotto.

La causa principale dei cambiamenti che interesseranno tutti noi nel prossimo futuro è l’automazione e l’avvento delle macchine all’interno del mercato del lavoro. È per questo che il fenomeno in corso viene anche chiamato “Quarta Rivoluzione Industriale”. Se nelle prime tre, però, i protagonisti erano le macchine a vapore, l’elettricità e la rete, oggi scendono in campo robot, Intelligenza Artificiale e algoritmi.

Un quadro drammatico

Il quadro dipinto dai dati forniti durante il forum di Davos sono, a prima vista, allarmanti: 7 milioni di posti di lavoro verranno persi nei prossimi 5-10 anni in tutto il mondo e in tutti i settori, principalmente perché le macchine fanno meglio e più velocemente gli stessi compiti che svolgono gli esseri umani. Anche se questa può sembrare un’affermazione azzardata e surreale, in realtà la quarta rivoluzione industriale è già in corso. Il 46% dei compiti che oggi vengono abitualmente svolti dagli esseri umani, infatti, è rimpiazzabile da tecnologie già esistenti.

Non solo. Andando ad esaminare la presenza di robot industriali all’interno delle fabbriche, si scopre che in Italia ce ne sono 155 ogni 10.000 lavoratori, numero che sale a 900 per il settore automobilistico. Se nel 1983 i robot al lavoro nelle fabbriche di tutto il mondo erano 70.000, è previsto che nel 2023 saranno 3.200.000. Per fare un esempio, in Giappone l’anno scorso è nata la prima fattoria produttrice di lattuga completamente automatizzata. In seguito all’automazione di tutti i processi industriali, la produzione è aumentata da 21.000 a 50.000 unità al giorno.

La rivoluzione delle competenze

Tuttavia, non tutto è perduto. Per non soccombere e fare in modo di sopravvivere all’ondata di licenziamenti che abbiamo di fronte, l’uomo deve reinventarsi e modificare la propria concezione del concetto di lavoro, passando da una fisica a una più creativa. Bisogna infatti concentrarsi sulle attività che non saranno mai rimpiazzabili da robot e algoritmi, ovvero gli aspetti creativi.

Gli esperti chiamano questo cambio di concezione “The Skill Revolution”, la rivoluzione delle competenze. Più che una lotta uomo-robot per non perdere il posto di lavoro, si tratta più di una sfida per riuscire a fornire valore aggiunto all’azienda o al settore per cui si lavora, sopperendo alle naturali mancanze che caratterizzano le macchine.

Ma quali sono effettivamente i lavori che spariranno e quali quelli nuovi che nasceranno in seguito a questa rivoluzione? Per scoprirlo, potete consultare l’infografica qui sotto o l’articolo completo sul futuro del lavoro e la quarta rivoluzione industriale.

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