L’ Mpd lancia la sfida: alternativa al Pd e ai Cinque stelle
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Prende gradualmente forma il Movimento democratico progressista nel Vibonese. Una compagine decisa a ricostruire il centrosinistra, senza complessi di inferiorità. In primis, nei confronti del Pd che fa riferimento al parlamentare Bruno Censore. In effetti è stato chiaro Antonio Lo Schiavo che ha dato vita nei giorni scorsi ad un coordinamento provinciale composto da amministratori e consiglieri comunali del territorio, da esponenti della società civile, dal mondo del lavoro e dell’ associazionismo. Tra loro varie personalità decise a rappresentare un’ alternativa a sinistra al progetto “neoliberista” che continua a prendere piede. Insieme all’ ex candidato a sindaco, “Articolo 1-Mdp” schiera Loredana Pilegi e Rosario Tomaino, l’ ex sindaco di Rombiolo Mario Ferraro, Nazareno Navarra, già assessore del medesimo comune. E ancora, Mommo Pungitore, ex sindaco di Parghelia, Sergio Barbuto, già segretario provinciale dell’ Italia dei Valori. Dell’ organismo fa parte Antonio Maida, già presidente del Consiglio comunale di Vazzano. La società civile è rappresentata da Claudio Cricenti, espressione del Codacons. Presto sarà avviata una fase di tesseramento e radicamento sul territorio con l’ apertura di circoli locali in vari comuni della provincia. Un progetto al quale prenderanno parte anche Giuseppe Iannello, Emilio De Pasquale, Umberto Monteverdi, Enrico Paduano, Massimiliano Brosio, Simone Lo Schiavo, Michele Staropoli, Daniela Raschella e Antonio Camillò. Ed altri esponenti politici «hanno manifestato la volontà – si legge in una nota – di aderire al movimento». Una forza, insomma, da costruire gradualmente. Dopo la fase costituente si procederà alla definizione degli organismi comunali e provinciali per dare vita «ad un percorso di coerenza politica e personale». L’ intento è evidente: «Non costruire l’ ennesimo movimento o partitino ma federare tutte le forze che vogliono ricostruire un campo progressista aperto al mondo del lavoro ed all’ associazionismo». Insomma, ridare respiro a quelle persone che «non si ritrovano nelle posizioni del Pd renziano, ma non vogliono ripiegare sull’ astensionismo o sul voto ai Cinquestelle» puntando su una proposta «che non farà sconti e non sarà subalterna a nessuno». (t.f.)
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