Italia: inflazione rallenta a maggio. Ma consumatori avvertono: stangata da oltre 500 euro annui per famiglia con due figli
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fonte:
- Finanza.com
Rallenta a maggio l’inflazione in Italia. Secondo le stime preliminari diffuse oggi dall’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, ha mostrato una flessione dello 0,2% su base mensile e ha invece registrato un aumento dell’1,4% rispetto a maggio 2016 (era +1,9% ad aprile). Il mercato si attendeva una crescita dell’1,5% su base annua.
Il rallentamento dell’inflazione, spiega l’istituto di statistica, è dovuto soprattutto ai prezzi di alcune tipologie di prodotto, la cui crescita si riduce di ampiezza pur rimanendo sostenuta. È il caso degli energetici non regolamentati (+6,8%, da +9,1% di aprile), dei servizi relativi ai trasporti (+3,2%, da +5,5%) e degli alimentari non lavorati (+3,7%, da +4,7%). “Bene il rallentamento dei prezzi, anche se la frenata dimostra che in aprile il balzo era dovuto a speculazioni legate alla Pasqua e al ponte del 25 aprile, come attesta il crollo dei servizi legati al trasporto scesi su base mensile del 2,2%”, ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), dopo i dati diffusi dall’Istat.
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Inflazione rallenta, ma i rincari non mancheranno
L’inflazione frena a maggio, ma le associazioni calcolano subito l’effetto dei rincari dei prezzi sulle tasche dei consumatori. Per l’Unione Nazionale dei Consumatori il rialzo dei prezzi pari all’1,4%, per una coppia con due figli, quella che viene definita la classica famiglia italiana, significa avere una maggior spesa annua di 532 euro, 121 euro per il solo carrello della spesa, ossia per la spesa di tutti i giorni. Per la famiglia tipo Istat da 2,4 componenti, significa pagare, in termini di aumento del costo della vita, 420 euro in più nei dodici mesi. Nella tabella sottostante tutte le diverse tipologie familiari e le relative spese aggiuntive:
Carlo Rienzi, presidente del Codacons, si sofferma anche sul problema del perché i listini aumentano. “L’inflazione cresce infatti non per effetto di un incremento dei consumi degli italiani, che continuano a rimanere al palo, ma solo per il forte rialzo dei beni energetici e dei trasporti, che a maggio salgono rispettivamente del +6,8% e del +3,2%”, spiega Rienzi aggiungendo che si tratta di una inflazione che non può definirsi positiva perché non è frutto di un miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie né di una ripresa della spesa.
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