17 Maggio 2017

Schettino, l’ ultimo video prima del carcere: “L’ incidente va raccontato in modo professionale”

Schettino, l’ ultimo video prima del carcere: “L’ incidente va raccontato in modo professionale”

Francesco Schettino , ex comandante della nave da crociera Concordia naufragata al largo dell’ isola del Giglio il 13 gennaio 2012, è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 16 anni di carcere . A pochi giorni dalla sentenza, il marittimo – ora detenuto nel penitenziario di Rebibbia – compare in un video d circa 25 minuti diffuso dal suo entourage attraverso YouTube. L’ ex comandante descrive la manovra evasiva con la quale tentò di superare indenne le rocce . L’ obiettivo era lasciarsi alle spalle gli scogli evitando la cosiddetta derapata, lo sbandamento della parte posteriore della Concordia. Per farlo, ordinò di tenere la barra a sinistra. “Fu in quel momento – riferisce Schettino – che il primo ufficiale Ciro Ambrosio intervenne ordinando tutta la barra a dritta credendo che io avessi confuso la destra con la sinistra e che, di conseguenza, stessi puntando terra per sbaglio. Ambrosio deve aver pensato solo all’ ostacolo formato dall’ isola del Giglio a sinistra e non alla manovra che stavo tentando di fare per scapolare lo scoglio. Mettendo la prua a sinistra, infatti, la poppa non avrebbe colpito le rocce. Avrei ordinato barra a dritta solo dopo aver superato lo scoglio”. Nel video, Schettino parla anche del timoniere indonesiano Jacob Rusli Bin che, quella tragica sera, era alle sue spalle: “Se avesse eseguito correttamente tutti gli ordini da me impartiti, la nave avrebbe superato indenne gli scogli. Lo attesta anche una perizia del Codacons, oltre quella della difesa”. E ancora: “È stato detto che il comandante non si è attenuto alle procedure per gestire l’ emergenza, ma allo stesso tempo non è stata offerta un’ analisi con la quale si potesse asserire che qualora le procedure fossero state eseguite, non si sarebbe verificato nessun decesso . Dalle intercettazioni si sente che gli ufficiali di macchina erano a conoscenza che le porte stagne non tenevano. Credo che questo tragico incidente della Concordia si debba raccontare in modo serio e professionale altrimenti non si omaggia la memoria delle vittime”.

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