Rai, Vespa scrive al cda: norma contra personam su compensi è inaccettabile
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fonte:
- Velino.it
Bruno Vespa – dicendosi in possesso di un contratto artistico escluso dunque dal tetto ai compensi – scrive al cda Rai. Il giornalista si dice “fiducioso che la discussione su questo tema avvenga su basi esclusivamente giuridiche e di buon senso, allontanando il sospetto – alimentato da alcune dichiarazioni politiche e non solo – che si voglia immaginare qualche norma contra personam, inaccettabile sotto ogni profilo”. Una missiva che non piace al Codacons. “La Rai e il CdA dell’ azienda – si legge in un comunicato stampa – non devono tenere in minima considerazione la lettera inviata da Bruno Vespa per difendere il suo stipendio”. “Il tetto ai compensi di artisti e giornalisti Rai è una battaglia di civiltà e un provvedimento doveroso nei confronti dei cittadini che finanziano la rete attraverso il canone – aggiunge il Codacons -. Non esistono basi giuridiche per le quali conduttori-giornalisti come Vespa debbano essere paragonati ad artisti e godere quindi di trattamenti di favore rispetto agli altri giornalisti che lavorano in Rai e che magari con i loro programmi registrano share più alti di Porta a Porta. Per questo il CdA della rete non deve tenere conto delle richieste di Bruno Vespa, che aprirebbero un precedente pericoloso dando vita a richieste analoghe da parte di altri conduttori e giornalisti”. “E sempre in tema di costi Rai il Codacons – si legge ancora – ha deciso di presentare una istanza d’ accesso all’ azienda per conoscere i costi sostenuti dalla rete per la progettazione e creazione del sito RAI24, diretto da Milena Gabanelli e bocciato dal CdA, allo scopo di valutare la congruità delle spese per una piattaforma web che con ogni probabilità non vedrà mai la luce. Il CdA Rai non deve cedere alle pressioni e devono essere gli utenti a valutare il lavoro fatto finora da Bruno Vespa e quello che intende fare la Gabanelli, conduttori che hanno sempre gestito in modo autoritario le proprie trasmissioni senza garantire pluralismo associativo, in violazione delle delibere della Commissione di Vigilanza e dell’ Agcom”, conclude l’ associazione.
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