Vaccini obbligatori per nido e materna
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
dai 6 anni in su si può andare a scuola ma i genitori possono essere multati e rischiano la sospensione della patria potestà
di Maria Berlinguer wROMA Tornano i vaccini obbligatori e passano da 4 a 12. Dopo vent’ anni, complice l’ allarme per il riemergere di malattie che si ritenevano debellate come il morbillo, il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che ripristina la vaccinazione obbligatoria da 0 a 16 anni. Ma per mettere pace tra i ministri della Salute e dell’ Istruzione, spunta la via del doppio binario. Da 0 a sei anni i bambini non potranno essere iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado se i genitori non produrranno al momento dell’ iscrizione la certificazione sanitaria necessaria. Dalle medie e fino al secondo anno delle superiori, invece, gli alunni non vaccinati potranno partecipare alle lezioni ma le famiglie che non vaccineranno i ragazzi saranno segnalate alle Asl e dovranno pagare multe salatissime, fino a 7.500 euro. I genitori che si ostineranno a non ottemperare all’ obbligatorietà del vaccino rischieranno inoltre di perdere la patria potestà. Abolita la differenza tra vaccini consigliati e obbligatori saranno 12 le punture da fare: polio, difterite, tetano, epatite B, pertosse, emofolio, influenzale B, meningococco B e C, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Sono Paolo Gentiloni e Maria Elena Boschi a trovare la quadra per la reintroduzione dei vaccini a scuola mediando tra Beatrice Lorenzin (ministro della Salute) e Valeria Fedeli, titolare dell’ Istruzione. La scorsa settimana Lorenzin e Fedeli erano state protagoniste di un vero e proprio braccio di ferro in seno al governo. L’ alfaniana Lorenzin premeva per l’ esclusione dalla scuola dei bambini in caso di mancata vaccinazione fino ai 10 anni contro Fedeli che rivendicava il diritto costituzionale allo studio, chiedendo che le colpe dei padri non ricadessero sui figli. Il duello aveva portato al pasticcio dell’ annuncio del decreto sui vaccini, poi svanito nel nulla. «Un pasticcio, non possiamo andare avanti così», era sbottato Matteo Renzi convinto che la battaglia sulla prevenzione sia decisiva per la vittoria finale con i Cinquestelle. Sono Paolo Gentiloni e Maria Elena Boschi a mediare, incontrando Fedeli e Lorenzin prima del cdm che doveva approva il decreto finale. «In Consiglio dei ministri discuteremo il testo al quale abbiamo lavorato durante la settimana: sulla salute dei bambini non si scherza», scrive Boschi su fb in mattinata. Passa la linea Fedeli (sponsorizzata dal Pd) ma anche la Lorenzin può dirsi soddisfatta. «Ha vinto la salute delle persone, la salute collettiva» spiega il ministro. Con Angelino Alfano che rivendica: «Il nostro partito è orgoglioso del grande risultato ottenuto». «Abbiamo raggiunto un punto di equilibrio sia sul valore della salute che sull’ importanza dell’ obbligo scolastico», commenta alla fine Valeria Fedeli. Un compromesso che mette d’ accordo maggioranza e governo. «Molto bene il governo sui vaccini, è un passo avanti. La salute viene prima delle polemiche di parte», scrive su Facebook Matteo Renzi invitando gli amministratori pentastellati a uniformarsi. A cominciare dalla Raggi che giovedì ha bocciato una mozione dem per la vaccinazione obbligatorie nelle scuole. «Sentiamo parlare di Rolex e corruzione, quello che deve fare il Pd è smettere di infettare le istituzioni: il Pd parla di vaccini per coprire i suoi scandali», ribatte Luigi Di Maio. Polemiche sulle quali scivola Paolo Gentiloni. «Voglio ringraziare i ministri Lorenzin e Fedeli e il sottosegretario Boschi che hanno lavorato al decreto perché penso sia una scelta importante che qualifica l’ attività del governo nel campo della protezione della salute», dice il premier. Gentiloni ricorda il caos di questi anni (con le Regioni che sono andate avanti in ordine sparso) segnati da mancanza di misure appropriate e dal diffondersi di teorie antiscientifiche che hanno provocato un abbassamento dei livelli di protezione. Cosa che ha portato anche l’ Italia sulle prime pagine dei quotidiani americani come Paese a rischio per il morbillo. Per Gentiloni però non siamo ancora allo stato di «emergenza» ma solo di preoccupazione. Duro il Codacons: «Il decreto è incostituzionale. Un regalo alla lobby dei farmaci e costringerà a sottoporre i bambini a una dose massiccia di vaccini senza possibilità di una diagnostica prevaccinale con conseguente aumento di reazioni avverse». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
maria berlinguer
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